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usanze sessuali nell'antichità

5 curiosità sulla sessualità degli antichi

Tra tutti le immagini e i reperti che si trovano a Pompei, uno su tutti merita menzione: un pene in rilievo, incorniciato dalla frase “hic habitat felicitas” –Qui abita la felicità. Se ne deduce che il rapporto che gli antichi avevano con il sesso è molto diverso da quello dei giorni nostri.

Prostituzione

Molte società ritenevano illegale o quantomeno deplorevole questa attività. Non a Roma né a Babilonia.

Nel primo caso, la prostituzione era vista come un business. I bordelli erano ben pubblicizzati. Al di fuori, venivano fatte delle incisioni per far capire ai clienti cosa potevano aspettarsi dalle donne che erano all’interno. Una sorta di listino. Dentro, per i “poveri di immaginazione” o per chi non sapeva leggere, erano esposte vere e proprie immagini, per far capire al cliente cosa stesse comprando.

In Babilonia -secondo Erodoto- ogni donna, almeno una volta nella vita, doveva essere santa prostituta a servizio del dio e doveva offrire il proprio corpo nel tempio di Ishtar. Non era importante quanto denaro le venisse offerto. Doveva per forza accettare il suo cliente.

Sex Toys

Non sono di certo un’idea del terzo millennio. Già 26000 anni fa era stato creato un dildo di circa 20 cm, riscoperto in Germania nel 2005.

Anche le donne greche sono state dipinte spesso sui vasi mentre si penetrano con dei dildo e non solo. A quei tempi, inoltre,  si usava già l’olio di oliva come lubrificante.

Donne spartane

Le donne spartane erano molto diverse dalle altre donne greche, per diritti e doveri. La loro prima notte di nozze era, però, abbastanza singolare. I capelli delle novelle spose venivano rasati e le ragazze venivano vestite con abiti maschili. Così vestite dovevano aspettare al buio che il marito entrasse e le prendesse come più preferiva.

Il pene

L’immagine del pene appare ovunque nel mondo antico: dipinti, scolpiti e in bronzo. Peni spesso eretti e molto grandi. Per gli antichi era simbolo di protezione ed allontanava il male e la sventura. Spesso nelle case si trovavano, proprio all’ingresso, dei peni alati con delle campanelle. Erano detti “tintinnabulae”.

La fama del sesso anale

Non sempre il sesso anale è stato un tabù. Nell’antichità molti lo praticavano, sia uomini che donne. Queste ultime sceglievano il sesso anale come metodo anticoncezionale.

Ma, se il sesso anale veniva praticato durante un adulterio, vi era una pena a dir poco curiosa: la persona “colpevole” doveva essere sodomizzata dalla parte tradita o, in caso di necessità si poteva usare un grande ortaggio o un sostituto.

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