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Dacrifilia: tendenza o perversione?

Dacrifilia: tendenza o perversione?

Negli ultimi anni il sadomaso ha trovato una sempre maggiore diffusione, aiutato sia dal fatto che il sesso non è più vissuto come un tabù, sia dalle nuove mode in ambito di libri e film a sfondo erotico. È in questo ambito che si posiziona anche la dacrifilia, una pratica appartenente al sesso estremo, il cui rischio, proprio per questo motivo, è quello di trasformarsi in perversione.

Ma che cos’è esattamente la dacrifilia?

Possiamo dire che si parla di dacrifilia quando una persona si eccita vedendo il partner soffrire e piangere. Rientra nel campo del sadomaso appunto perché, anche in questo caso, la sofferenza di uno, motivo di piacere ed eccitazione dell’altro, deriva da un dolore subito (o inflitto). Non parliamo, però, di sadomaso puro, in quanto non stiamo facendo riferimento al classico dolore fisico, ma ad una situazione psicologica della persona. Il partner che si eccita di fronte a tale situazione è uno spettatore esterno, non è causa di tale sofferenza.

Molti si chiederanno: che piacere si prova vedendo un altro soffrire? Il piacere, in realtà, subentra come ennesima conseguenza di tutto ciò; lo “spettatore esterno” gode delle lacrime dell’altro, ma soprattutto della superiorità che prova e che si afferma quando riesce ad aiutare la persona in difficoltà. Si instaura, in questo modo, un rapporto non equilibrato: il dacrifilo probabilmente è il dominatore della coppia, mentre l’altro, oltre a star male, si sente anche vittima e vede scendere, giorno dopo giorno, la propria autostima.

Ma non è tutto. Si parla di dacrifilia anche quando a godere non è colui che assiste, ma colui che soffre. Essendo, infatti, le lacrime la conseguenza di una forte situazione emotiva, le endorfine che vengono prodotte portano ad uno stravolgimento dell’umore; e se solitamente questo cambiamento porta alla tristezza, nel dacrifilo può portare all’eccitazione.

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