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Non hai tabù? Dipende dal cervello

Se la perdita dei tabù nel sesso oggi è così diffusa, non dipende solo dai condizionamenti sociali, un elemento fondamentale resta il cervello, la cui continua evoluzione si rende responsabile del desiderio di superare i limiti e le inibizioni.

La prova? Nel ritratto dei giovani italiani alle prese con la sessualità secondo la Società italiana di andrologia, secondo cui gli elementi chiave sarebbero i rapporti consumistici e senza coinvolgimento, la poca attenzione al partner, l’assoluta negazione di concetti fondamentali come contraccezione e prevenzione.

La colpa? Non dei “tempi che cambiano”, ma del cervello: “Gli input che portano i giovani ad assumere alcuni comportamenti sessuali particolari e pericolosi sono dettati più dai cambiamenti del cervello che dagli impulsi ormonali”, spiega Alessandro Papini, Responsabile del Servizio di Andrologia USL 8 di Arezzo. “Recenti studi di neuroscienze, infatti, evidenziano come nell’età adolescenziale il cervello sia ancora in formazione e non abbia sviluppato l’area che presiede alla capacità di giudizio. In altre parole, nell’adolescenza non c’è una domanda originale di sessualità, se questa viene intesa dal punto di vista di un adulto. C’è un incremento della secrezione di ormoni, certo, ma il tutto è condizionato dall’immaturità delle strutture cerebrali”.

È questa immaturità del cervello, quindi, a dar vita al quadro presentato dagli andrologi: i giovani consumano il primo rapporto già a 14 anni, ma senza alcun valore.

Accanto al sesso manca spesso l’amore, l’emozione della conquista, che viene sostituita da fantasie legate alle icone femminili proposte da cinema e tv.

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A 14 anni, 7 maschi su 10 preferirebbero una notte con Pamela Anderson piuttosto che con la propria fidanzata. A 18 anni il dato scende a poco meno di 5 su dieci. Intanto, però, il preservativo è utilizzato da un ragazzo su tre, molte ragazze sono convinte di non poterlo utilizzare contemporaneamente alla pillola, otto volte su dieci chi soffre di eiaculazione precoce (il 20-30% degli italiani) preferisce l’astinenza piuttosto che presentarsi dal medico. Se a tutto questo aggiungiamo che anche al di fuori della sfera sessuale i giovani sono – parola dei sessuologi – “ansiosi e insicuri, frustrati, disincantati e annoiati”, si ha un idea del quadro nero della situazione.

Per fortuna c’è un modo evergreen per sentirsi meno in colpa: dare la colpa a lei. In occasione dell’ultima giornata mondiale della contraccezione, i ginecologi della Società italiana di Ginecologia e Ostetricia hanno presentato i risultati di un’indagine condotta l’estate scorsa sulle spiagge italiane. Ebbene, solo il 30% dei giovani ritiene la contraccezione una responsabilità di entrambi, mentre per ben il 62% è un compito che riguarda solo la donna.

E in caso di gravidanza indesiderata, quattro maschi su dieci non hanno remore: si tratta sicuramente di un colpo basso della partner.

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