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Completamente rapita da lei…

Io frequentavo spesso la palestra, e ricordo perfettamente, il giorno in cui lei entrò per la prima volta… era una donna bellissima, con un corpo stupendo e leggermente abbronzato, nonostante fosse chiaro dai tratti maturi del viso che aveva superato la quarantina.

Aveva un sorriso smagliante, contagioso, e due occhi scuri, profondi e vivaci, che lasciavano presupporre avesse un animo altrettanto allegro. Era entrata con l’andatura decisa tipico delle donne sicure che al loro passaggio tutti si volteranno, e così era stato: vedendola arrivare, tutti le avevamo dedicato uno sguardo, o anche più d’uno… Molti erano senz’altro d’ammirazione, altri sicuramente d’invidia, qualcuno forse di curiosità e simpatia…

Dopo aver parlato col gestore della palestra per qualche minuto, si era avviata agli spogliatoi, e vi era rimasta per un pò. Quel giorno indossava un vestitino marrone leggero e molto semplice, impreziosito da una cintura di conchiglie, sandali con poco tacco e diversi bijoux tintinnanti. Sembrava la mise perfetta per lei, e mi chiedevo se sarebbe apparsa altrettanto bella in tenuta da ginnastica. Quando uscì dallo spogliatoio, rimasi a bocca aperta. Era estremamente femminile e sexy anche in tuta. Portava un paio di pantajazz bianchi che fasciavano il sedere leggermente largo, ma molto sodo, e che mettevano in risalto le cosce lunghe e ben tornite, ed un top nero e smanicato. Quell’indumento in particolare, sembrava le fosse stato cucito addosso: avvolgeva delicatamente il suo seno abbondante, lasciandone intravedere soltanto l’attaccatura, ma disegnandone perfettamente la forma. La pancia era scoperta, ed era straordinariamente piatta. Aveva anche cambiato acconciatura, raccogliendo i suoi bellissimi capelli in una coda di cavallo, che le dava un’aria più giovane e sbarazzina. Sperai con tutto il cuore che salisse sul tapis roulant accanto al mio per poterla osservare da più vicino, e così fu… Appena mi fu accanto, arrivò una nota del suo profumo, una fragranza forte e vivace, che la rappresentava benissimo.
Ero davvero rapita da quella donna splendida, e decisi di presentarmi…

“Ciao, io sono Claudia…”
“Piacere Claudia, mi chiamo Eleonora…”
“E’ la prima volta che vieni? Non ti avevo mai vista qui…”
“Si, mi sono trasferita da pochissimo… Che dici, ho scelto bene?”
“Si, si, si lavora bene qua… E c’è un sacco di gente simpatica, vedrai, ti troverai benissimo…”
“Tu vieni qui da molto?”
“Si, abbastanza… Se vuoi posso darti due dritte sugli esercizi… Tanto ho appena iniziato il circuito…”
“Grazie, sei un tesoro… Magari mi affianco a te, che vedo gli allenatori abbastanza occupati…”

Non potevo chiedere di meglio.  Avrei potuto passare un po’ di tempo in compagnia di quella donna così affascinante… E con la scusa degli esercizi, magari anche sfiorare il suo corpo, entrare in contatto con lei, respirare la stessa aria di quell’essere tanto perfetto. Le due ore che seguirono, infatti, furono bellissime. Eleonora era molto simpatica, ma tra di noi c’era qualcosa di più, una sorta di magnetismo… Non perdevamo occasione di guardarci negli occhi, sfiorarci, indugiare l’una vicino all’altra… All’inizio mi ero chiesta se non fossero soltanto mie congetture, visto che Eleonora mi attraeva incredibilmente, ma le coincidenze erano troppe… Spesso, mentre correggevo la postura del suo corpo, la sentivo muoversi languidamente, come se il mio tocco le procurasse piacere… Era affettuosissima con me, nonostante ci conoscessimo da un’ora appena, mi accarezzava, usava teneri nomignoli, mi sistemava i vestiti se andavano fuori posto… Alla fine dell’allenamento ero completamente sua. Mi ero riempita tutti i sensi di lei…

L’avevo guardata in tutte le posizioni, avevo osservato il suo corpo muoversi, le sue curve accentuarsi, i muscoli tendersi… Avevo sentito il suo profumo mischiarsi poco a poco con l’odore più acre e selvaggio del suo sudore, e desideravo ardentemente di assaggiarlo, di appoggiare la mia lingua tra i suoi seni, per assaporare il suo corpo caldo e salato… La sua risata cristallina mi rimbombava nella mente e le sue forme delicate, ma al tempo stesso prorompenti mi avevano stregata… Ero un po’ triste che quel gioco dolce ed intrigante fosse finito, ma allo stesso tempo fremevo all’idea di vederla nuda. Mentre ci avviavamo ridendo allo spogliatoio continuavo ad immaginarla, e quando arrivammo e lei cominciò a spogliarsi, con la scusa di riprendere fiato mi sedetti e non persi un secondo di quello spettacolo magnifico, che mi diede la conferma che anche Eleonora aveva provato le mie stesse sensazioni: si denudava lentamente, accentuando ogni movimento, ed ero certa che lo stesse facendo per me… Togliendo i pantaloni si piegò in avanti, ed ebbi finalmente la visione perfetta del suo fondoschiena liscio, ampio e sodo. Portava un perizoma bianco, di cotone, e minuscolo. Poi si sfilò il top, mostrando la sua schiena muscolosa ed abbronzata, e in un attimo sganciò il reggiseno… Lo tolse, lo infilò nella borsa, e venne a sedersi vicino a me, camminando lentamente… I suoi seni si muovevano uno contro l’altro, ondeggiavano al ritmo della camminata, ed io non potevo smettere di fissarli…

“Che fatica, tesoro… ma tu non ti spogli? Dai, che ci facciamo una bella doccia…”
“Certo, mi stavo riposando un pochino… Sono davvero stanca…”
Non mi alzai neppure. Da seduta sfilai insieme canotta e reggiseno, le buttai nella borsa, e tolsi veloce anche i pantaloni, rimanendo in perizoma come Eleonora…
“Non prendermi per una sfacciata, amore, ma hai due tettine bellissime… Ah, avere 20 anni… Che invidia!”
“Ma smettila, se sei bellissima… Vorrei arrivarci io, a 40 anni, con un corpo come il tuo…”
“Ahahah, cara… ci arriverai… Mi sembri bene avviata… E scua se ti guardo, ma hai sul serio un bel seno… Guarda che capezzolini..” Dicendolo, ne prese uno in mano e lo pizzicò… Sentii una scossa lungo tutto il corpo e vidi i miei capezzoli indurirsi istantaneamente..
“Mmh… Piccolini, ma sensibili..!”
“Eheh… Quello si… però a me non piacciono molto… Li preferirei belli grandi come i tuoi..”
“Ma no, che sono bellissimi..” Li pizzicò ancora ridendo… Risi anch’io e ne approfittai per darle uno schiaffetto sul sedere… Mi stavo eccitando tantissimo. Continuando a scherzare, ci sfilammo entrambe il perizoma, e vidi il suo sesso. Era tutto depilato, fuorché una piccola zona sul davanti, a forma di cuore..
“E quel disegno?”
“Eh, cara… Questo fa impazzire mio marito… E non solo lui!” Rispose ridendo… Poi mi prese la mano e la portò sul cuoricino..
“Senti che effetto, fa…” L’accarezzai lì, ed era davvero piacevole… La morbidezza di quel tappetino di peli era il preludio alla pelle liscissima e delicata del sesso… Mi spinsi un po’ oltre, e raggiunsi la fessura con un dito: la sentii bagnata, così ne approfittai per prolungare la carezza, penetrando un pochino tra le sue labbra..
“Mmh..” La sentii gemere… Così infilai tutto il dito all’interno del suo sesso, e le poggiai l’altra mano su una natica… Poi avvicinai le mie labbra alle sue, e lei mi baciò, dolcemente..
“Ehi, visto che siamo sole qui, e non c’erano più altre donne di là, la facciamo insieme la doccia?”
“Si, mi piacerebbe, Eleonora…” Lo dissi continuando a masturbarla lentamente… Lei mi prese la mano, raccolse il suo shampoo e mi condusse in una delle docce… Aprì il getto d’acqua e cominciò a baciarmi il viso, il collo, i seni… Si soffermò proprio lì, e mi succhiò un capezzolo, poi l’altro, con una dolcezza e una maestria che mi lasciarono senza fiato… Io intanto giocavo con il suo sesso…

Lo penetravo con le dita, stuzzicavo il clitoride già duro e gonfio, lo accarezzavo… I gemiti si confondevano con il rumore dell’acqua bollente che scendeva su di noi, ed il vapore rendeva ancora più intrigante la visione dei nostri corpi uniti… Cercai la sua bocca e la penetrai con la lingua, rincorrendo la sua… Ci baciammo con passione, toccandoci dappertutto, stringendoci le natiche, strizzandoci i seni, strusciandoci una all’altra… Poi lei si inginocchiò e avvicinò la lingua alla mia passerina… Cominciò a leccarla piano, davanti, per poi spingersi più in profondità… Succhiava, mordeva il mio clitoride, mi faceva impazzire… Io le accarezzavo i capelli bagnati, e spingevo la sua testa tra le mie cosce, la volevo sempre di più… Continuò a leccarmi e penetrarmi con le dita fino a che non ne potei più… Venni gemendo contro la parete della doccia, premendo il suo viso contro il mio sesso… Poi si alzò… Mi prese i seni tra le mani e cominciò a baciarmi le labbra… la scostai e la guardai… Era totalmente diversa da quella mattina. Quando era entrata, infatti, era una donna solare, allegra e bellissima. Ora era incredibilmente sensuale, disinibita, selvaggia. Decisi che la volevo ancora più spinta, volevo vederla godere senza freni, trasformarla ancora di più. Volevo che il sesso si impadronisse di quel corpo stupendo, che lo facesse vibrare di piacere ed eccitazione…

Raccolsi il tubetto dello shampoo e lo appoggiai tra le sue gambe, che subito si allargarono… Accarezzavo le labbra con quell’oggetto, e lei gemeva a contatto con la plastica, intuendo quello che le avrei fatto… Poi la penetrai con due dita, e sentii che era già estremamente bagnata e allargata… Ne infilai tre, poi quattro… Eleonora, ad occhi chiusi, mugolava… Si teneva i seni, stringeva i capezzoli, ormai enormi e durissimi… Andai avanti per un po’ a masturbarla con le dita, poi decisi che era il momento… Appoggiai nuovamente il tubetto al suo sesso e spinsi, penetrandola… Le sfuggì un urletto, poi cominciò a muoversi, simulando un amplesso… Nello stesso tempo io presi a muovere piano l’oggetto, dentro e fuori di lei… Stava impazzendo di piacere… Sfregava il sedere contro la parete, e rimbalzava sul flacone come su un pene vero… Aumentai il ritmo dei colpetti e presi a stuzzicarle con l’altra mano il clitoride… Venne in pochi minuti, e non dimenticherò mai quella scena… Aveva la testa reclinata indietro sotto il getto dell’acqua, le mani strette attorno ai seni, le cosce aperte e il sesso oscenamente dilatato dal tubetto che fuoriusciva per metà… Era fantastica… Glielo dissi all’orecchio quando smise di gemere. Lei circondò la mia vita con le braccia e mi baciò con passione… Poi mi prese dalle mani lo shampoo, lo aprì, e cominciò a lavarmi i capelli, sorridendo…

Dopo quel primo incontro ci eravamo scambiate il numero di telefono, insieme alla promessa di rivederci presto.
Il pomeriggio seguente, a lezione, diedi un’occhiata svogliata al cellulare, e vi trovai un suo sms..
“Se non sai che fare, ti aspetto stasera a cena a casa mia… Vieni per le 8, in via Roma 24, ultimo piano… Un bacio, Eleonora.”
Per quella sera avevo un impegno, ma… Come resistere. Ripensare alle ore in palestra con Eleonora mi faceva ancora bagnare tutta… Attesi la pausa e sgattaiolai fuori dall’aula, diretta a casa: volevo prepararmi con calma per quella splendida donna… Volevo farle girare la testa ancora una volta. Chiamai l’amica con cui dovevo vedermi e addussi una banale scusa, mentre mi precipitavo su per le scale, e poi in casa. Mi spogliai seminando vestiti per casa e mi buttai sotto la doccia. Mentre l’acqua bollente scorreva sulla mia pelle, accarezzavo il mio corpo ad occhi chiusi, rivivendo le sensazioni del giorno prima… Cominciai a masturbarmi pensando alla sua lingua tra le mie gambe, al suo corpo sexy e caldo, ma non venni: volevo arrivare a casa sua al massimo dell’eccitazione e regalarle tutto il mio piacere…

Uscii dalla doccia e mi avvolsi nel mio morbido accappatoio bianco: poi mi stesi sul letto e risposi al suo messaggio… “Sarò puntualissima… Non vedo l’ora di risentire il tuo profumo.”
Con cura cominciai ad asciugarmi i capelli, che divennero liscissimi e morbidi… Poi mi dedicai alla scelta dell’abbigliamento. Provai un’infinità di vestiti, ma nessuno mi sembrava abbastanza elegante e provocante per l’incontro con Eleonora. Alla fine optai per un vestitino nero, senza maniche e senza spalline, composto da un corpetto strettissimo e da una corta gonnellina a palloncino. Non indossai biancheria intima: volevo che ogni sensazione fosse amplificata, e sentire il mio sesso libero, e gli umori che sarebbero sicuramente colati giù per le cosce mi avrebbe eccitata ancora di più. Prima di indossare il vestito, però, misi in pratica un’idea che mi era venuta poco prima: rasai i peli del pube, rendendo liscissima la mia fichetta, eccezion fatta per un cuoricino simile a quello di Eleonora: le sarebbe piaciuta quella sorpresa. Poi mi vestii, e completai il tutto con un paio di decolleté di vernice con il tacco altissimo. Lasciai i capelli liberi sulle spalle e mi truccai vistosamente. Quando ebbi finito mi rimirai nello specchio e fui percorsa da brividi di eccitazione: tutto, nel mio corpo, lasciava trasparire la mia voglia di sesso e trasgressione… Provai di nuovo l’impulso di masturbarmi, ma mi trattenni. Non mancava molto ormai… Chiamai un taxi e uscii di casa. Per tutto il viaggio, il tassista non mi staccò gli occhi di dosso. Lo vidi sistemare meglio lo specchietto retrovisore per avere una visione completa del mio corpo e me ne compiacqui: avevo scelto la mise giusta. Prima di scendere, allargai per un attimo le cosce, e gli regalai un’istantanea del mio sesso voglioso…

Credo apprezzò, perché mi disse che quella corsa me la offriva con piacere. Scesi dalla macchina e mi ritrovai davanti al citofono di Eleonora: suonai al campanello su cui era indicato il quarto ed ultimo piano, e dopo pochi istanti il portone si aprì. Decisi di fare le scale, per smaltire un po’ dell’emozione che mi aveva pervasa entrando in quella casa, ma in men che non si dica mi ritrovai davanti a quella che doveva essere la porta dell’appartamento di Eleonora. Suonai il campanello e attesi. Sentii aprire la porta, e dopo un’istante me la ritrovai davanti, molto più bella di come la ricordavo. Indossava un tubino rosso senza maniche, molto semplice, ma aderentissimo, e un filo di perle. Ai piedi, un paio di sandali, anch’essi rossi, con il tacco alto. I capelli erano raccolti in un’elegante acconciatura, ed il viso sapientemente truccato. Il profumo, però, era lo stesso del giorno prima.

“Ciao bellissima, ben arrivata…”
“Ciao Eleonora..” Non riuscivo a muovermi, allora mi prese delicatamente per mano, attirandomi a sé… Mi diede un leggero bacio sulle labbra, sfiorandomi i fianchi con le mani, poi mi guidò ad una poltroncina..
“Aspettami lì, voglio presentarti una persona… Amore!!!”
“Arrivo!!”
Una voce maschile e calda giunse dalla stanza accanto. Subito dopo apparve un uomo, di una decina d’anni più vecchio di Eleonora, ma molto affascinante.
“Ciao, io sono Paolo, il marito di Eleonora… Tu devi essere Claudia..”
“Si… Molto piacere..”
“Il piacere è mio… Sei molto bella… E sexy… Ma Eleonora mi aveva avvertito…”
“Grazie..”
“Allora, ci mettiamo a tavola? Clara ha cucinato per noi tutto il pomeriggio!”

Seguii la coppia nella stanza accanto, un po’ delusa… Mi aspettavo di essere sola con Eleonora. La serata, però, cominciò in modo molto piacevole: la cena era deliziosa, e Paolo e Eleonora molto simpatici. Ad un tratto, il telefono di Paolo squillò, e lui rispose, scomparendo in una stanza accanto. Eleonora si alzò e in un lampo fu dietro di me, con le mani sulle mie spalle e le labbra sul mio collo…

“Non ho fatto altro che pensare a te..”
“Anch’io Claudia… Ieri è stato fantastico, ho tanta voglia del tuo corpo..” Fece scivolare le mani in avanti e prese delicatamente i miei seni… Li liberò dal vestito palpandoli e continuando a baciarmi il collo… Poi con un po’ di pressione mi fece alzare e mi guidò verso il grande divano alle nostre spalle… Ci sedemmo continuando a baciarci e toccarci… Le tirai giù anche io il vestito scoprendo i suoi grandi capezzoli, e vi gettai il viso in mezzo, leccando con voracità il seno di Eleonora… Lei mi fece sdraiare e insinuò una mano tra le mie cosce..
“Non hai messo le mutandine, maialina mia… Mi fai impazzire…”
“Si, volevo sentirmi tanto porcellina per te…”
“Te la sei anche rasata… Come la mia… Mmh… Fammela leccare…”
“Si… Si, leccamela tutta… Quanto mi fai godere… Però vorrei leccarti anch’io…”

Le alzai il vestito fino sui fianchi, e lei si posizionò in modo da poggiare la sua bella fica bagnata sulla mia faccia… Iniziammo così a leccarci e masturbarci a vicenda, gemendo di piacere… non le avevo tolto le mutandine di pizzo che indossava: erano minuscole, e davano al suo sesso un’aria ancor più eccitante, tutte ammucchiate da un lato… Eravamo in quella posizione quando Paolo tornò: mi ero completamente dimenticata della sua presenza! Non potevo vederlo, ma distinsi i suoi passi avvicinarsi… Poi sentii la voce di Eleonora..
“Non ho resistito…”
“Non preoccuparti, amore… Hai chiesto alla tua bellissima amica se le va che giochi un po’ con voi?”
“Per la verità ancora no…”

Eleonora si staccò da me, si girò e si abbassò con il viso verso il mio… Mi baciò e poi mi girò delicatamente la testa verso Paolo. Era seduto su una poltrona lì accanto, sorrideva, e teneva in mano un cazzo di dimensioni notevoli… Si masturbava, guardando i nostri corpi seminudi avvinghiati sul divano… L’idea mi eccitò, ma credo fu più che altro la vista di quel membro enorme a farmi decidere… ero eccitatissima e il pensiero del corpo di Eleonora e di quella grossa asta a darmi piacere mi faceva impazzire..
“Mmh… Dall’espressione di Claudia, credo proprio tu sia il benvenuto..” Eleonora ricominciò a baciarmi, ma dopo pochi secondi, tra le nostre bocche si fece spazio il sesso di Paolo, già durissimo e umido. Cominciammo a leccarlo insieme, mentre a vicenda ci masturbavamo… Lui palpava i nostri seni e gemeva..
“Avresti voglia di averlo dentro, bambina?”
“Si… Tanta…”

Paolo si sedette sul divano e Eleonora mi fece sollevare… Mi liberò con dolcezza dal vestito, e mi guidò a sedermi sull’asta del marito… La mia fica era già così umida e larga, che il palo entrò come nel burro… Iniziò subito a scoparmi con colpi forti e veloci, mentre Eleonora mi leccava i seni e mi baciava la bocca… Venni in pochi secondi, ma ricominciai subito a godere e Paolo continuò a pomparmi per almeno cinque minuti… Poi mi fece mettere a pecorina, e ricominciò a scoparmi da dietro..
“Che bella porcellina hai trovato, amore… Ha una figa stupenda..”
“Lo so… Ed è anche molto brava…”

Eleonora si era stesa a gambe larghe davanti a me, porgendomi il suo sesso, che avevo cominciato a leccare subito, con foga, eccitatissima dal cazzo che mi stava stantuffando da dietro… Dopo qualche minuto la sentii venire, e godetti ancora insieme a lei… Paolo, allora, si staccò da me, e mi lasciò sdraiare sul divano. Si spostò rapidamente verso Eleonora e la penetrò con forza, tenendola per le caviglie… Lei ricominciò subito a godere..
“Vieni, Angy, fattela leccare un po’ tu…”

Mi spostai in ginocchio sul suo viso, sbrodolando nella sua bocca tutti i miei umori, che raccolse senza sosta con la lingua… da quella posizione la visione era eccitantissima: potevo vedere il cazzo di paolo che la penetrava, le cosce aperte e le tettone sbattere una contro l’altra… in più, abbassando un po’ lo sguardo, la punta della sua lingua che frugava la mia patatina ormai dilatata… Venni ancora due volte, gemendo e stritolando i miei e i suoi seni… Ero ancorà lì quando Paolo estrasse il cazzo, ancora più grande e rosso, e cominciò ad urlare di piacere, schizzandoci entrambe di sborra calda… Finì sulla mia pancia, sul sesso, sul viso di Eleonora e sui suoi seni…

E quello fu solo l’inizio di una splendida nottata!


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