Home » Racconti Sadomaso » Da ragazza acqua e sapone a padrona severa
ragazza acqua sapone padrona

Da ragazza acqua e sapone a padrona severa

Ero fidanzata con Gianluca da circa un anno. Lui era un brillante 34enne, un architetto di successo di un’importante azienda immobiliare della nostra città. Io avevo 26 anni e stavo per concludere il mio percorso di studi all’università di lingue. Dopo tante delusioni amorose, sentivo che con Gianluca avevo trovato il mio equilibrio, mi amava, mi rispettava e mi riempiva di regalini. L’unica pecca era la nostra vita sessuale, lui non era molto dotato e non lo facevamo neanche molte volte. Mi diceva che era stressato e che a volte era stanco, però ero felice con lui e pensavo che col tempo le cose si potevano aggiustare e che gli sarebbe tornato prima o poi l’appetito sessuale.

Spesso dormivo a casa sua, e quando andava al lavoro mi lasciava a casa dove restavo a studiare ed utilizzavo il suo computer per fare delle ricerche per la mia tesi. Un giorno avevo bisogno di alcuni documenti ed informazioni di cui non ricordavo l’indirizzo web, cercai così nella cronologia. Mentre scorrevo tutti i siti web visitati mi accorsi ad un certo punto che c’erano anche molti siti porno. Evidentemente Gianluca aveva dimenticato di cancellare la cronologia, e rimasi piuttosto male ma pensai che era una cosa abbastanza normale, anche se non capivo perché mi scopava così poco se poi guardava video porno. La curiosità però è donna, quindi decisi di aprire quei siti per controllare cosa vedeva Gianluca. Rimasi letteralmente sconvolta quando mi accorsi che, praticamente tutti i video visionati, erano di uomini con strane maschere e catene che venivano sodomizzati da donne con completini in latex, frustini e quant’altro. Probabilmente non era giusto che frugassi nel computer di Gianluca, ma volevo capire chi avevo al mio fianco. Continuai a cercare nei suoi file e trovai di tutto: foto, video e alcuni suoi racconti sotto forma di fantasie erotiche di tipo bdsm, che neanche sapevo cosa fosse fino a quel momento. Scriveva che voleva essere sodomizzato da me, inculato ed essere umiliato, ma non aveva il coraggio di dirmelo.

Rimasi completamente traumatizzata, volevo chiamare Gianluca e dire che era finita, che era un porco, che mi faceva schifo. Riuscii però a controllarmi, così chiamai mia zia Iolanda, che faceva la psicologa per cercare di capire cosa stesse succedendo. Andai nel suo studio, lei mi disse che aveva studiato in parte il bdsm, spiegandomi che è una pratica in cui vengono divisi i ruoli in una coppia: c’è chi impersona il soggetto sottomesso ed il soggetto dominate, in un rapporto consensuale per entrambi. Ero sempre più spaesata, ma lei mi diede il numero di una sua amica, una certa Madame Lulù, mistress di professione. La chiamai un po’ esitante e presi appuntamento, anche se avevo molta paura di quello che stava succedendo. Volevo però capire perché Gianluca cercava altro, perché cercava video bdsm su Internet piuttosto che parlarne con me, e perché voleva essere penetrato da me piuttosto che penetrarmi.

Arrivai al suo studio e Madame Lulù mi accolse con molta cordialità. Era una donna matura, sui 45 anni circa, ma molto bella ed appariscente. Aveva due belle tette grosse messe in risalto dal suo body molto stretto, in carne ma non grassa, lunghi capelli biondi ondulati ed occhi azzurri. Mi fece accomodare e mi lasciò raccontare tutta la mia storia, ma vide che ero molto rigida. Mi parlò con voce calma e tranquilla, invitandomi innanzitutto a rilassarmi, e mi offrì una buona tisana che aveva appena preparato. Si avvicinò a me e mi mise le mani sulle spalle, io iniziai a tremare. Cominciò a parlarmi con voce suadente, spiegandomi in maniera essenziale ma molto precisa cos’è il bdsm: “Gianluca ti ama, semplicemente ha delle perversioni e dei gusti sessuali un po’ particolari, come tutti noi. Sta con te forse per nascondere queste sue voglie, devi solo assecondarlo”. Non capii quella frase, ma la sua voce suadente e calda mi fece rilassare, e quasi non mi accorsi che mi stava baciando il collo con sensuale dolcezza. La cosa mi piaceva e la lasciai fare, mi spogliò lentamente e si spogliò anche lei, mentre continuava a spiegarmi che avrei dovuto dominare Gianluca, dargli quello che voleva, che dovevo sodomizzarlo come un frocetto per farlo contento. Continuava e leccare e baciare il mio corpo nudo, non so neanche come ma ero totalmente in suo potete. Prese uno strapon con doppio pene, ci stendemmo sull’ampio divano e mi penetrò con un’estremità, mentre con l’altra estremità lei faceva la stessa cosa. Godevo e mi piaceva, Gianluca spesso trascurava le mie voglie sessuali. “Quel frocetto non ti fa godere, vero? Eppure sei una ragazza così bella, potresti avere tutti i ragazzi che vuoi. Devi punirlo, non ti merita, devi umiliarlo per quel cazzetto che si ritrova”. Dopo qualche minuto raggiungemmo un intenso orgasmo, non godevo così da non so quanto tempo. Poi aprì un armadietto pieno di giochetti erotici prevalentemente sadomaso. Mi disse: “Stasera andiamo a casa di Gianluca, lo sodomizzerai ed io verrò con te. Scegli solo i giochini erotici che preferisci”. Iniziavo ad essere eccitata, in effetti non ero appagata sessualmente e volevo far pagare a Gianluca il fatto che mi avesse nascosto le sue perversioni, e che tante volte ero stata costretta a masturbarmi a casa da sola perché lui era stanco e stressato. E poi se gli piaceva essere umiliato, lo avrei accontentato.

Io e Madame Lulù andammo a casa sua, ed organizzammo il salotto con candele che rendevano l’atmosfera adatta alla circostanza. Misi sul tavolo tanti giochini che avevo preso dall’armadietto di Madame Lulù, e mi fece indossare un body in latex e stivali neri. Anche lei indossava un body rosso con corpetto e stivali con tacchi. Quando Gianluca entrò e vide quella scena rimase a bocca aperta: “Laura, ma che succede?”. “Devi chiamarla padrona, non Laura. Ora spogliati e mettiti quelle manette ai polsi”. Da consumata mistress, come se lo facessi da anni, col frustino indicai a Gianluca le manette, lui rimase impalato per qualche secondo davanti a noi. “Vuoi essere sodomizzato? Ti piace fare lo schiavo? Bene, sarai il mio schiavo”. Preso da un’improvvisa eccitazione lui ubbidì, e gli ordinai di strisciare da me a leccarmi il tacco. Intanto Madame Lulù era seduta vicina a me sul divano ed iniziammo a baciarci. Presi un collare e lo avvolsi al collo di Gianluca, mentre Madame tirò fuori le sue tettone e le spingeva contro le mie mentre, e mi baciò intensamente tirando per i capelli il nostro schiavetto. “Questo è una mezza sega, perché perdi tempo con lui?- disse Madame- Guarda come ubbidisce come un cagnolino, con quel cazzetto che si ritrova ci credo che non ti fa godere, hai bisogno di un cazzo e di un uomo vero”.

Gianluca iniziò a leccare i tacchi delle scarpe mie e di Madame con voracità, così tirai il collare, sempre più a mio agio nel ruolo di padrona. Ero ferma nel centro della stanza, in piedi e tronfia del mio nuovo ruolo, facendo camminare Gianluca a quattro zampe per la stanza mentre Madame da dietro mi penetrava la figa con le dita e me le leccava. Prese dalla sua borsetta lo strapon con doppio pene, uno strumento che adorai da subito, e ci sdraiammo sull’ampio divano. Io da una parte, lei dall’altra, ci penetrammo a vicenda con quei fantastici peni di plastica, mentre Gianluca era davanti a noi a 4 zampe che ci guardava. Mentre scopavamo e godevamo dissi: “Sto godendo, frocetto, è così che si fa godere una donna. Volevi questo? Ebbene eccoti accontentato, oh sì, così, come godo, lo sento tutto dentro, il tuo cazzo non arriva neanche alla metà di questo”. “Brava, diglielo– disse Madame- è un buono a nulla, tutto quello che può fare è solo guardare perché ha un cazzetto veramente ridicolo, lo usa solo per pisciare. Che dici se ora lo puniamo?”.

Alla mia risposta affermativa, prese della vasellina e due strapon con un fallo finto, uno per me ed uno per lei. La spalmammo sul culo di Gianluca, gli ordinai di annaspare come un cane, ubbidì. Mentre Madame spalmava la vasellina io lo colpivo sulle natiche con un frustino, lui guaiva come un cagnolino. Madame indossò lo strapon, ed iniziò ad inculare Gianluca con fermezza ma con costanza. “Guardalo, gode come una troietta, bisogna fargli capire che comandiamo noi, lui deve solo ubbidire”. Ed in effetti godevo nel vederlo sottomesso, quella scoperta sul pc di Gianluca aveva tirato fuori da me, tipica ragazza acqua e sapone, la mia vera natura da padrona. Volli punirlo personalmente, così dopo aver indossavo lo strapon continuai l’opera di Madame, e iniziai ad inculare Gianluca con veemenza, mentre lo frustavo sulla schiena e sul culo. Madame mi diede anche una candela, e dopo averla bruciata lasciai che la cera colasse sul suo corpo. Gianluca urlava, ma erano urla di piacere, e gli ordinai di tacere. Lui ubbidì, e dopo averlo punito abbastanza ritornai alla mia Madame Lulù ed al nostro amato doppio strapon. Lei si stese e a cosce aperte si fece penetrare, mentre io lo misi dritto facendomi impalare da quel bel cazzo duro di plastica. Cavalcavo sempre più velocemente, con una mano palpavo quelle belle tettone di Madame, mentre con l’altra mano frustavo il culo di Gianluca che si stava masturbando il cazzetto. Dopo pochi minuti cacciai un urlo di piacere, squirtando in faccia a Gianluca e dopo pochi secondi Madame fece lo stesso. Distese e sopraffatte dal piacere, guardammo entrambe Gianluca, e sorridendo complici dicemmo: “Ha davvero un cazzetto ridicolo”, ridendo di gusto e baciandoci mentre lui si stava leccando la faccia dei nostri piaceri.


1 Stella2 Stelle3 Stelle4 Stelle5 Stelle (3 voti, media: 4,00 di 5)
Loading...

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*