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rapporto sessuale con una quarantenne

Una gang bang di ventenni per la ninfomane quarantenne

Sonia era una bellissima donna di 40 anni che amava i piacere della vita, tutti i piaceri della vita, soprattutto quelli sessuali. Era alta quasi 1,80, con capelli neri leggermente mossi all’altezza delle spalle, occhi neri da pantera, un culo da favola, gambe lunghissime, una fighetta curatissima e rasata a triangolino ed una bella terza abbondante a completare quella che era una vera opera d’arte. Si era approcciata al sesso sin da ragazzina, ed aveva avuto rapporti molto precoci. Aveva scoperto molto presto la sessualità, ed amava masturbarsi spesso e volentieri fino a passare ai vibratori, ed infine ai cazzi veri e propri. Sonia crescendo diventò una vera ninfomane, costantemente e perennemente alla ricerca di bei cazzi. Si svegliava la mattina con la voglia di cazzo e andava a dormire con la voglia di cazzo. Era una donna libera e indipendente, aveva una sua gioielleria, una casa molto bella e ben arredata e con una posizione sociale affermata. A volte si scopava i clienti che andavano in gioielleria a comprare qualche regalo alle loro moglie e fidanzate, scegliendo ovviamente quelli più carini ed aitanti. Aveva fatto sesso in tutti i modi: con 2 uomini, con 3 uomini, con uomini di colore, con uomini più grandi e uomini più piccoli, non disdegnando qualche esperienza lesbica, anche se preferiva decisamente il cazzo. Parlava però di questa sua perversa natura solo con una sua cara amica, Matilde, che le diceva che era una pazza e che poteva ritrovarsi in situazioni pericolose. “Le uniche che rischiano sono le mogli ed i fidanzati degli uomini che mi gironzolano intorno”– rispondeva maliziosamente Sonia. Matilde, a differenza di Sonia, era sposata e mamma di tre figli, tuttavia non disdegnava di parlare di cazzi e di scopate, e nonostante tutto si eccitava a sentire le storie della sua amica. Una volta, un po’ seriamente ed un po’ scherzosamente, Matilde suggerì a Sonia di rivolgersi ad uno psicanalista o con uno specialista per parlare di questo suo “vizio”. “Perché dovrei farlo?”- rispose Sonia– “è la mia natura. Sono una ninfomane, e ne sono consapevole. Mi piace il cazzo, mi piace essere scopata e sfondata come una puttana. Non so se sono malata, ma anche se lo sono adoro questa mia malattia”. Matilde faceva la finta santarellina, perché dopo aver ascoltato le storie di Sonia tornava a casa eccitata, nascondendosi in bagno per masturbarsi e sfogare le sue fantasie erotiche che faticava a tenere represse.

All’ennesimo racconto di Sonia una sera Matilde confessò che, quando tornava a casa, si masturbava pensando alle sue storie immaginando di essere al suo posto. Sonia sorrise e disse a Matilde: “Non voglio rovinare il rapporto con tuo marito, ma domani sera perché non esci con me? Non ti costringerò a fare nulla, semplicemente mi vedrai all’opera mentre rimorchio qualche bel cazzo”. Matilde pensò che per una sera poteva svestire i panni della mamma e lasciare i figli col marito, per vedere coi suoi occhi una delle tante storie che raccontava Sonia. Così accettò e decisero di uscire in un discopub la sera successiva.

Sonia passò a prendere l’amica verso le 21 e si diressero verso il discopub. Matilde scelse un abbigliamento sobrio ma piuttosto sbarazzino: camicetta con una piccola scollatura, una gonna all’altezza del ginocchio ed un paio di scarpe con tacco. Sonia era decisamente più esuberante: un vestitino bianco piuttosto corto, tenuto su da una catenella all’altezza della vita, dei sandali stile schiava che avvolgevano i suoi polpacci e le sue belle tettone in evidenza. Tutti gli uomini presenti nel discopub le notarono, anche Matilde era un gran bel pezzo di gnocca, e nonostante qualche chiletto messo in eccesso restava una donna molto attraente. Matilde disse a Sonia che poteva rimorchiare chi voleva lei, ma la pregò di lasciarla fuori come semplice spettatrice. Sonia la tranquillizzò e sorridendo disse: “Hai paura di scoprire il tuo lato da porcona? Non preoccuparti, non ti trascinerò in qualche storia di sesso con sconosciuti… Mi piace semplicemente avere una spalla per rimorchiare qualche bel cazzo”. Molti uomini si avvicinarono al loro tavolo dove stavano sorseggiando una birra, ma Sonia mantenne la promessa fatta e diede buca a tutti per non coinvolgere Matilde.

Di fianco a loro c’era un tavolo con 4 ragazzi piuttosto giovani, potevano avere 20 anni o giù di lì. Sonia notò che uno di loro la guardava con insistenza, fino a quando si alzò e si avvicinò a lei: “Ciao Sonia ti ricordi di me? Sono Diego, il figlio di Orsola, eravamo vicini di casa in villeggiatura”. Sonia lo guardò per qualche secondo, e riconobbe Diego, era un ragazzino che incontrò qualche anno fa in vacanza, era suo vicino di casa. “Ah si Diego”- disse Sonia- “come stai? Potevi avere 14-15 anni l’ultima volta che ti ho visto. Sei cresciuto parecchio”. Ed in effetti Sonia pensò che era cresciuto parecchio ed anche molto bene. Era un giovane ragazzo di 20 anni ma col fisico già bel sviluppato e delineato. Aveva delle spalle molto larghe, un fisico ben strutturato e due braccia muscolose. In un secondo la figa di Sonia iniziò a bagnarsi, immaginando il bel cazzo che poteva nascondersi sotto quel fisico giovane e possente. Parlarono per qualche minuto, e Diego con uno slancio di spavalderia disse a Sonia: “Posso offrire una birra a te ed alla tua amica in ricordo dei vecchi tempi?”. Sonia esitò, ma poi accettò. Appena Diego si allontanò si rivolse a Matilde: “Ecco l’occasione giusta. Non uno, ma ben quattro cazzi posso prendere in una sola serata. Ti faccio questa proposta Matilde, ho voglia di farmeli tutti e quattro insieme. Perché non vieni a casa mia? Parteciperai solo come spettatrice. Ti nasconderai in una stanza dove ci sono le telecamere, così potrai vedere cosa combino con questi quattro giovanotti”. Matilde era impaurita, esitava, ma l’eccitazione di vedere la sua amica scopata da quattro giovani ventenni era troppo forte ed accettò.

I quattro ragazzi si unirono al tavolo con le due belle quarantenni, dopo un po’ Sonia disse: “Diego ora devo accompagnare la mia amica a casa, ma se vi va possiamo vederci dopo, mi fa bene un po’ di sana gioventù per ricordare quando era ragazza come voi”. Diego disse che era ancora bella e giovane, e si diedero appuntamento in una piazza vicino casa di Sonia. Le due amiche salirono furtivamente a casa, e Sonia nascose Matilde in una stanza dove poteva visionare tutte le camere. “Ora guarda che sono in grado di fare”– disse Sonia, diede un bacio sulla bocca di Matilde ed andò a prendere i quattro ragazzi scalpitanti.

Arrivati in piazza Sonia chiamò i ragazzi che aspettavano in auto: “Seguitemi ragazzi, vi porto in un bel posto”. I ragazzi la seguirono, Sonia parcheggiò la sua auto e fece scendere i ragazzi, portandoli verso casa sua. Loro non capivano dove stavano andando, ma intuirono che stava succedendo qualcosa di incredibile. Appena entrati in casa Sonia li portò in camera da letto, e senza dire una parola si inginocchiò, tirò fuori il cazzo di Diego già duro ed iniziò a succhiare. Gli altri tre ragazzi si guardarono increduli, dopodiché tirarono fuori anche i loro cazzi già pieni e pulsanti di piacere. Sonia era totalmente in trance alla vista di tutti quei cazzi, li ingoiava tutti a turno voracemente, pompando con estrema maestria usando le altre due mani per segare gli altri cazzi rimasti liberi. I ragazzi si sciolsero ed iniziarono ad insultare Sonia in tutti i modi possibili ed immaginari, che si eccitava sempre di più leccando le loro palle e succhiando a fondo i loro cazzi. “Vi voglio tutti”- disse alzandosi e sfilandosi quei pochi indumenti rimasti salì sul letto. Ordinò ad un ragazzo di stendersi sul letto, dopodiché salì su di lui e si infilò il cazzo nella figa totalmente fradicia e bagnata. “Vieni Diego, tu mettimelo nel culo”, ed il giovanotto la accontentò avvicinandosi a lei e appoggiando la cappella sul buchino. “Dai spingimelo dentro”- gridò Sonia, prendendo il cazzo di Diego in mano e facendosi penetrare contemporaneamente avanti e dietro. Gli altri due ragazzi erano di fianco a loro, e Sonia afferrò i loro cazzi con la mano sinistra e la mano destra. “Che spettacolo sta guardando Matilde”– pensò Sonia, mentre urlava porcate senza ritegno, stretta in quella morsa lussuriosa di quel groviglio di cazzi tutti per lei. Fece scambiare i ragazzi diverse volte la posizione, in modo che tutti e quattro assaggiassero la sua figa, il suo culo, la sua bocca e le sue mani. Mentre veniva scopava Sonia raggiunse l’orgasmo diverse volte, pensò che era il momento di farsi affogare da un’ondata di sperma. Dispose i quattro ragazzi intorno a lei, e come all’inizio ricominciò la sua paziente opera spompinandoli all’apice del piacere. Mentre si girava tra un cazzo e l’altro sentì un forte schizzo caldo nell’orecchio, il primo era venuto. Quello schizzo la eccitò ancora di più, e continuò a succhiare quella matassa di cazzi. Il secondo le venne in bocca, e quasi contemporaneamente il terzo le sborrò sul viso e sotto il collo. Con la bocca e le tette piene di sperma prese l’ultimo cazzo, quello di Diego, e succhiò fino a bere ogni goccia del suo seme caldo che schizzò violentemente fino in gola. Matilde ammirò quello spettacolo, ormai quasi tutta nuda e venendo copiosamente con tre dita nella figa, invidiando e desiderando di essere Sonia in quella gang bang di giovani ragazzi tutti per lei.


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