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rapporto sessuale con una vergine

La mia prima volta… con una vergine

Sono sempre stato un ragazzo molto timido, avevo difficoltà ad approcciarmi con le ragazze. Nonostante tutto a 24 anni avevo una discreta lista di ragazze che mi ero fatto, ma per questa mia timidezza preferivo conoscerle in chat. Alcune erano carine e ho concluso l’“affare”, altre invece sono stati dei veri “bidoni”.

Sono però i rischi di quando si organizzano incontri al buio. Un pomeriggio chattai con una ragazza, Gabriella, che abitava in un quartiere molto vicino al mio, e sembrava anche abbastanza simpatica. Conservai il suo contatto, e chattammo diverse volte, quindi le chiesi il numero di cellulare e lei me lo diede. Iniziammo a sentirci diverse volte al telefono, quindi dopo un po’ decidemmo di incontrarci. L’appuntamento era in una piazza del suo quartiere, aspettai quasi un quarto d’ora e pensavo che mi aveva dato buca. Dopo un po’ arrivò e si scusò per il ritardo. Aveva 18 anni, un viso molto carino, capelli castani a caschetto sulle spalle, occhi marroni ed un bel fisico slanciato formato e delineato dalla pallavolo che praticava a livello agonistico. Tuttavia indossava pantaloni e maglietta larga, stile rap, quindi non potei scrutare il suo fisico nei dettagli. Andammo su un belvedere dove c’era un bel panorama, ed iniziammo a parlare per conoscerci. Io ero timido ma lei era ancora più timida di me, restammo per un paio d’ore e poi ad un certo orario la accompagnai a casa.

Come detto era carina, ma non mi colpì particolarmente, mi sembrava piuttosto insipida come ragazza, e quell’abbigliamento da rapper non rendeva omaggio al suo fisico che avrei poi scoperto. Pensai che in fondo neanche io dovevo esserle piaciuto molto, dal momento che disse pochissime parole. Invece mi arrivò sul telefonino un messaggio la sera stessa, era lei che mi diceva che era stata bene con me e mi chiese perché non avevo provato a baciarla. Fui sorpreso ma allo stesso tempo contento, in fondo non mi dispiaceva rivederla e provare a conoscerla meglio. Le risposi che non provai a baciarla perché non pensavo che le piacevo, ma lei a sua volta mi scrisse che magari potevamo rifarci al prossimo appuntamento. Tutto sommato non era così insipida, dovevo solo toccare le corde giuste per farla sciogliere, e magari anche io dovevo essere un po’ più intraprendente.

Decidemmo quindi di vederci qualche giorno dopo, si presentò con un abbigliamento casual ma un po’ più frizzante. Aveva un jeans strappato ed una magliettina rosa, da cui si intuivano due tettine piccoline ancora acerbe, ma abbastanza sode. Andammo al solito belvedere, dove le coppiette solitamente si appartavano. Eravamo ancora entrambi molto impacciati, ma finalmente mi decisi e la baciai. Aveva labbra sottili ma carnose, e mentre la baciavo iniziò a piacermi sempre di più. Muoveva la lingua nella mia bocca in modo piuttosto inesperto, mentre io con la mia lingua esploravo in lungo ed in largo la sua bocca. Pensai che non era il caso di andare oltre, già il primo bacio era stato un grande passo. Ci sentivamo spesso per messaggi, e lei nella sua ingenuità mi faceva tante domande sul tema della sessualità. Non capivo perché me le facesse, mi raccontò che prima di me era stata fidanzata solo con un ragazzo per un annetto, ma non pensavo che fosse vergine. Nel nostro terzo incontro mi spinsi un po’ di più, mentre ci baciammo iniziai a toccare le sue tette, non erano molto grandi, forse una terza scarsa, ma erano davvero belle sode e aveva due capezzoli che, appena sfiorati, diventavano gonfi e turgidi. Ad ogni incontro mi spingevo sempre di più, finché dopo l’ennesimo appuntamento decisi di esplorare anche la sua fighetta che lei fu ben lieta di offrirmi. Con le dita inizia ad accarezzargliela, e lei si scioglieva sempre di più. Era strettina e con qualche pelo pubico a fare da contorno, usai solo un dito perché temevo di farle male. Quella volta le provocai il primo orgasmo solo con l’indice, che annusai e leccai per sentire il profumo della sua fighetta dopo averla accompagnata. I nostri incontri continuavano, ma lei non si sciolse mai fino al punto da toccarmi il cazzo. Solo una volta in uno slancio di goduria mi strinse il cazzo da sopra i pantaloni, ma dopo essere venuta si ritirò quasi impaurita.

La nostra storia andò avanti per qualche settimana, poi un giorno lei mi mandò un messaggio, rivelandomi che in realtà era vergine e che voleva farlo la prima volta con me. Quella richiesta mi turbò abbastanza, anche se aveva la figa strettina non pensavo che fosse vergine, inoltre a 18 anni era normale che non fosse molto larga. Mi diede una grande responsabilità, vado pazzo per la figa ma sverginare una ragazza era una cosa che non avevo mai fatto.
Le dissi che in un certo senso ero onorato di quella sua richiesta, ma le chiesi se era convinta perché era un passo molto importante. In fondo non eravamo neanche fidanzati, ci frequentavamo senza particolari impegni. Lei mi disse che era convinta e dovevamo solo organizzare questa scopata. L’occasione si presentò quasi subito, poiché i miei genitori erano pronti a partire per un weekend e mia sorella sarebbe andata ad una festa per poi dormire da un’amica. Il che, tradotto, significava che avevo casa libera. Glielo dissi e lei fu subito entusiasta. La andai a prendere con un groppo in gola, in fondo era spaventato all’idea di scopare per la prima volta con una ragazza vergine. Le chiesi se voleva prima fermarsi a mangiare qualcosa, ma mi disse che voleva andare subito a casa. “Ha la fighetta bollente”- pensai tra me e me. Arrivati sotto al mio palazzo salimmo a casa, e subito la portai nella mia stanza, dove avevo già aperto il mio divano-letto ad una piazza e mezzo. Iniziammo a baciarci e spogliarci, le tolsi il jeans e la magliettina nera che aveva. Rimase in slip e reggiseno, finalmente potevo ammirare per intero il suo corpo, ed era davvero un corpo notevole, delineato, scolpito nei punti giusti, un culo bello sodo, due gambe lunghe e affusolate e quei due meloncini succosi ed appetitosi. Eravamo completamente nudi, lei fece apprezzamenti sul mio fisico, facevo palestra e mi eccitava ricevere complimenti dalle ragazze. La mia eccitazione salì sempre di più, così le aprii le gambe e provai subito a penetrarla dimenticando che per lei era la prima volta. Cacciò un urlo di dolore e le chiesi subito scusa. Era totalmente rigida, quindi le dissi che se non se la sentiva potevamo rimandare. Lei però disse che voleva farlo, allora capii che ci voleva qualche preliminare per scaldarla un po’.

Le dissi di stendersi con le gambe aperte, dopodiché iniziai e leccare dalle caviglie in su, verso l’interno cosce fino ad arrivare alla figa. Si stava sciogliendo ed iniziava ad ansimare, così le aprii le labbra con le dita e le feci sentire il mio respiro caldo nella figa. Godeva sempre di più, e la conquistai definitivamente quando con la mia lingua iniziai a spennellare in lungo e largo la sua fighetta acerba ma sempre più desiderosa. La mia lingua da dolce pennello si trasformò improvvisamente in un trapano impazzito, lei mi teneva per i capelli spingendomi sempre di più verso di lei. Era ora che finalmente assaggiasse il mio cazzo, così mi stesi e le dissi di accarezzarmelo. Lo fece e lo guardò incuriosita e quasi estasiata, in fondo era la prima volta che ne toccava uno. Disse che le piaceva, così la invitai a gustarlo ed assaggiarlo con la bocca. Si avvicinò quasi esitante, ma con la mano le spinsi delicatamente la testa verso il cazzo. Assaporò prima la cappella, facendolo entrare sempre più in fondo. “Ha un sapore strano, ma mi piace”- disse sorridendo con il suo viso dolce, poi ad un certo punto tossì e le disse di andarci piano. Lo continuò a succhiare per un bel po’, era ormai autonoma e succhiava alternando movimenti veloci e poi lenti da troietta consumata. Era finalmente calda e pronta, così le dissi di stendersi di sotto. Salii su di lei, appoggiai il cazzo sulla figa, lasciando entrare molto delicatamente solo la cappella. Lei ansimava, così le dissi di allargare per bene le gambe in modo che potesse entrare più facilmente. Ubbidì da brava allieva, imparava presto, e lentamente facevo entrare con estrema delicatezza il cazzo dentro la sua figa stretta che però iniziava a cedere, grazie anche ai liquidi che iniziavano a bagnarla. Ad ogni centimetro di cazzo che entrava era per me una conquista, finalmente riuscii a penetrare totalmente dentro di lei. Iniziai a muovermi con molta lentezza, facendoglielo gustare tutto. A tratti si faceva male, quindi mi fermavo e poi continuavo. Dopo pochi minuti la sua figa era fradicia, e finalmente il mio movimento andò avanti costantemente, scopandola per bene ma senza mai aumentare di intensità. Stava per venire e mi chiese di spingere sempre di più, e dopo pochi secondi venne cacciando degli urli di goduria e di piacere. Mi staccai, le misi il cazzo tra le tette ed iniziai a muovermi avanti e dietro, masturbandomi il cazzo e sborrando copiosamente sul suo bel corpicino che era tutto un tremito. Tutto sommato fu una bella scopata, ero stato un bravo maestro per quella che fu la mia prima volta…con una vergine.


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