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primo rapporto da dietro

La storia del mio primo rapporto anale

Sono sempre stata una ragazza cocciuta e ribelle, uno spirito libero, ho fatto dannare e tutt’oggi faccio dannare i miei genitori. Ho iniziato a fumare a 15 anni, a 16 anni il mio primo pompino e a 18 anni avevo già perso la verginità.

Non lo facevo per attirare l’attenzione, semplicemente mi andava di farlo perché non amo i tabù nella vita, voglio vivere secondo le mie regole e non dover dar conto a nessuno. Inoltre la natura è stata generosa con me: sono una bella ragazza, alta, con gli occhi verdi ed i capelli lunghi, neri e lisci, con un corpo da favola. Ho un bel culetto a mandolino, la figa sempre curata e ben rasata con una striscetta in mezzo e due belle tette sode e dure, precisamente una quarta. Conosco tutto o quasi sul sesso, una volta mi sono fatta anche due ragazzi insieme. Sono uno spirito libero ma soprattutto amo il cazzo, e quindi ero sempre a caccia. L’estate scorsa avevo 21 anni, dovevo abbattere solo un tabù nel sesso: il rapporto anale. Volevo fare anche quell’esperienza, e per l’occasione mi feci un tatuaggio tribale proprio dietro alla schiena leggermente più su del culetto. Conoscevo bene il mondo maschile, e tutti i maschietti mi confidarono che il tatuaggio in quella posizione è estremamente eccitante. Mi accompagnò la mia amica Lara, che era un po’ più tranquilla di me ma era anche lei una bella figa, ed insieme facevamo collezione di cazzi e di ragazzi. Io mora e lei bionda, sembravano due veline!

Quell’estate io e Lara organizzammo una vacanza in Sardegna, con l’obiettivo di divertirci, abbronzarci, ubriacarci e ovviamente scopare come porcelline in calore. Io volevo avere il mio primo rapporto anale, ma sono una ragazza molto selettiva. Mi piace scopare e fottere, ma non la do a tutti, e soprattutto il culetto non l’avrei dato senza aver conosciuto il soggetto in questione. Il primo giorno di vacanza io e Lara scendemmo sulla spiaggia, tutti ci guardavano e non è difficile capire il perché. Io indossavo uno slip a perizoma, occhiali da sole di marca, bandana in testa mentre sfoggiava le mie tettone orgogliosa del tatuaggio dietro la schiena, che si associava all’altro tatuaggio a forme di cuoricino che avevo sul collo ed un altro sul fianco riportante la scritta “Love me”. Anche Lara era una gnocca niente male: capelli biondi, ricci e voluminosi, occhi azzurri, portava un pareo a fantasia ed un cappellino di paglia con una terza di seno. Tutti i maschietti ingrifati della spiaggia ci guardavano, anche quelli che al seguito erano con mogli e fidanzate. Una coppia litigò perché lui ci stava fissando con insistenza, amavo essere guardata ed essere il desiderio erotico di qualcuno, ed i più fortunati potevano anche avermi.

Scrutammo un po’ la spiaggia, alla ricerca di qualche bel maschiaccio. In mezzo a loro c’era il fortunato che avrebbe penetrato per la prima volta il mio bel culetto desideroso di essere deflorato. Non c’era nessuno che ci interessasse particolarmente, quindi ci limitammo a far diventare duri molti cazzi nella spiaggia spalmandoci la crema a vicenda sulle spalle. Dopo un bagno rigenerante, ci distendemmo sul lettino a prendere un po’ di sole. Nel pomeriggio, mentre ci riparammo da sole sotto l’ombrellone e fumavano una sigaretta, si avvicinò a noi un ragazzo. Ci salutò cordialmente e si presentò come il bagnino della spiaggia, Francesco, e ci disse che se avevamo bisogno potevamo chiedere a lui. Iniziammo una breve conversazione, gli chiedemmo perché non c’era la mattina, e lui disse che dipendeva dai turni che aveva con gli altri bagnini. Era un bel ragazzo con riccioli biondi, poteva avere 25-26 anni, piuttosto muscoloso, due braccia possenti, un torace scolpito e gambe ben delineate. Non era molto alto, ma per questa volta potevo anche passare su questa piccola imperfezione. Quando se ne andò io e Lara parlammo di lui, e le dissi che forse poteva essere quello giusto per il mio primo rapporto anale. Lei sorrise e mi disse sghignazzando: “Sei proprio una maiala.. e se volessi scoparmelo io?”. Le dissi: “Me lo scopo prima io, e dopo se vuoi puoi fartelo anche tu”.


Avevo messo la mia preda nel mirino, ma dovevo prima verificare la “mercanzia”. Stavo per dare il mio prezioso culetto per la prima volta, quindi dovevo assicurarmi che Francesco avesse un bell’arnese. Dopo 2-3 giorni eravamo entrati già in confidenza, con battute e allusioni abbastanza spinte. Mi decisi quindi ad offrire la mia figa ed il mio culetto a Francesco, io sono così, non ho peli sulla lingua e non ho paura di fare ciò che mi piace. Così mi avvicinai mentre era in riva al mare, e gli dissi: “Ciao Francesco, io questa sera ho voglia di scopare, ti va? Però solo a due condizioni”. Lui rimase senza parole, immagino che ne avesse scopate tante di maialine, in fondo era un bel ragazzo, ma non aveva mai avuto una proposta così diretta e sfacciata. “Certo che mi va– mi disse con un filo di voce- e quali sarebbero le condizioni?”. “La prima– dissi- è che devi scoparmi anche il culo. Si tratta della prima volta per me e quindi devi fare piano”. Lui si mise a ridere e rispose: “Certo! In pratica è come se mi stessi dando un assegno da 500 euro, ma l’unica condizione per averlo è accettare un altro assegno da 1.000 euro!”. Scoppiai a ridere anche io, aveva sempre la battuta pronta. Poi ritornai seria e gli dissi: “La seconda condizione è che mi fai vedere il tuo cazzo, ora”. Rimase senza parole di nuovo, aggiungendo: “Stai dicendo sul serio?”. Già mi conosceva, e capì con uno sguardo che facevo sul serio. “Ok seguimi”- mi disse e mi portò in una cabina spogliatoio. Si girò giù il costume, esibendo un cazzo già abbastanza eccitato anche se non nel pieno della sua erezione. Lo presi in mano, lo scappellai per un po’ scrutandolo. Lo vidi crescere, era abbastanza grande da farmi godere, ma non sproporzionato in modo che potesse farmi male, era perfetto! Lo guardai e gli sussurrai all’orecchio: “Ci vediamo stasera alle 22 allo chalet in piazza, ti farò vedere le stelle”.

Raccontai tutto a Lara che sogghignò, e mi aiutò a scegliere i vestiti per il mio primo anale. Scelsi una minigonna ampia ed una t-shirt bianca attillata, con delle scarpe con tacco ed i capelli legati a coda di cavallo. Biancheria intima nera, anche se non l’avrei tenuta su a lungo. Mi incontrai con Francesco, e decidemmo di addentrarci nella spiaggia coperti dal buio della notte. Si era anche organizzato con un paio di asciugamani, e quando arrivammo in un posto piuttosto isolato le gettò a terra e iniziammo a baciarci. Eravamo entrambi caldi e vogliosi, così ci gettammo sulle asciugamani mentre le nostre lingue in un movimento infuocato roteavano vorticosamente. In un lampo tirò il cazzo fuori e mi tolse, non so neanche come, il perizoma, la t-shirt ed il reggiseno, lasciandomi solo la minigonna. Mi ritrovai in un batter d’occhio col suo cazzo già duro dentro la mia figa, lui mi scopava con veemenza spingendo forte dentro di me, io con le mani accompagnavo il suo culo, lo stringevo verso di me. Dopo un po’ mi fece mettere a pecora, e mi infilò il cazzo nella figa da dietro, dicendomi: “Così inizio ad allargarti il culetto, porca”. Mentre ti sfondava la figa da dietro con violenza brutale mi allargava le chiappette, e dopo un po’ mi disse che era pronto per incularmi.

Nonostante tutto ero un po’ emozionata, anche se ne avevo presi di cazzi era pur sempre la mia prima inculata. Il porco tirò fuori il cazzo dalla figa, ed inizio a strusciarlo leggermente sul buchino del culo. Ero tutta un fremito, bramavo di essere inculata, lui sputò sul mio culetto e sparse la saliva aiutandosi con la punta del cazzo. Poi tirò fuori dal marsupio la vasellina e me la spalmò sul culo, così sarebbe stato più facile penetrarmi. Era abbastanza esperto e soprattutto ben fornito, così mi infilò il cazzo nel culo senza farmi particolarmente male. Sentii il dolore quando iniziò a penetrarmi tutta, ma mi piaceva quel cazzo duro che affondava nel mio culo, quanto adoravo sentirmi così libera di essere troia. Era un misto di dolore e di piacere, ma Francesco era bravo a scoparmi con delicatezza, mentre le sue mani cercavano vogliose le mie tette turgide. Mi inculò a pecora per qualche minuto, poi afferrandomi per le tette mi alzò il busto, appoggiando il suo corpo muscoloso e vigoroso sulla mia schiena. Sentivo il suo cazzo completamente dentro di me, avvertivo ancora ogni tanto un dolore piuttosto intenso, ma il piacere iniziava a prendere il sopravvento, così iniziai anche io ad essere più attiva spingendo il bacino avanti e indietro, avanti e indietro, mentre Francesco mi baciava la bocca e le nostre lingue si incrociavano sempre più velocemente. Mentre il porco mi inculava con decisione sempre crescente, mi infilò due dita nella figa. Ero in uno stato di piacere paradisiaco, con quel bel cazzo che mi penetrava il culo e le sue dita che spingevano dall’altro lato nella figa umidissima. Quando raggiunsi l’orgasmo urlai come una maiala in calore, ricordo di non aver mai provato un piacere così intenso e dolcemente infinito, mentre la sua sborra calda inondava il mio culo ormai sverginato e colava lungo le mie gambe giù nella sabbia.


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