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La vendetta è un piatto che va servito… caldo

Alessandra era una ragazza molto timida, infatti pur avendo un bel corpo ed un visino molto carino ed aggraziato non amava vestirsi in modo molto appariscente. Era fidanzata da tre anni con Michele, un ragazzo gelosissimo che le impediva di mettersi gonne troppo corte, top o camicette scollate.

Alessandra ne soffriva un po’, a parte qualche velo di trucco e delle scarpe con i tacchi nelle situazioni più importanti, non aveva modo di sfoggiare la sua femminilità. Inoltre Michele non la lasciava uscire quasi mai da sola e per questo motivo aveva perso quasi tutte le amiche. Tuttavia accettava queste rinunce perché amava molto Michele e pensava che il suo futuro era con lui. L’unica amica con la quale aveva mantenuto un rapporto costante era Mariangela, fidanzata con Guido. I quattro ragazzi spesso uscivano insieme, organizzavano dei weekend ed erano molto affiatati. Alessandra e Mariangela si conoscevano dai tempi della scuola, erano le classiche amiche del cuore.

Michele però a volte aveva atteggiamenti strani, quasi misteriosi. Non lasciava quasi mai avvicinare Alessandra al suo telefonino, spiegando che c’erano delle informazioni di lavoro molto importanti e non poteva rischiare che altri potessero vederle. Alessandra era delusa per questa mancanza di fiducia di Michele, il quale a sua volta gli spiegava che era solo un modo per tutelare il suo lavoro, essendo un tecnico informatico di un’azienda molto importante. Lui si faceva perdonare facendo tanti piccoli regali ad Alessandra, che lo amava così tanto che sorvolava su quei piccoli misteri del suo ragazzo.

Una sera Michele, andandosene da casa di Alessandra, non si accorse che il telefonino gli era caduto dalla giacca. Dopo pochi secondi Alessandra se ne accorse, e stava per chiamare il fidanzato dal balcone per avvertirlo, ma subito pensò con un pizzico di malizia di controllare il telefonino. Era solo per curiosità, mai si sarebbe aspettata di scoprire una verità così inaccettabile e terribile. Scorse gli ultimi messaggi, uno dei quali recitava così: “Ci siamo conosciuti tre anni fa, la prima volta che abbiamo scopato mi hai fatto venire tre volte ed era il 3 giugno. Direi che il tre è il nostro numero perfetto…a proposito sono tre giorni che non scopiamo, che ne dici di questo sabato dopo essere usciti con i nostri partner?”. Quando vide il mittente Alessandra restò di ghiaccio: era Mariangela, la sua migliore amica, che si scopava il ragazzo regolarmente da 3 anni. Le crollò il mondo addosso, tradita dalle persone che più amava e di cui più si fidava. Nonostante tutto riuscì a mantenere la lucidità, così scattò immediatamente una foto a quel messaggio per avere una prova, in modo da ritagliarsi del tempo per organizzare una vendetta. Dopo pochi secondi suonò il citofono, era Michele che reclamava il suo prezioso cellulare, ignaro del danno irreparabile che aveva fatto. Alessandra glielo restituì senza tradire emozioni, ma quando Michele se ne andò passò tutta la notte a piangere, incredula di quella scoperta che aveva fatto.

Il giorno dopo era ancora molto scossa, ed in famiglia dovette inventarsi un mal di testa per nascondere la tristezza che inondava il suo cuore. Voleva verificare che quel messaggio corrispondesse a verità, così non disse nulla a Michele, e quel sabato uscirono a 4 come avevano sempre fatto. Non lasciò trapelare nessuna emozione, la serata filò liscia come sempre. Quando le coppie si salutarono Alessandra decise che avrebbe pedinato Michele. Così finse di rientrare a casa, ma si nascose aspettando che Michele andasse via, così furtivamente si infilò nella sua macchina ed iniziò a seguirlo. Michele si diresse a casa di Mariangela, che dopo aver salutato il fidanzato finse di tornare a casa, e salì in macchina del suo amante. Li seguì ancora fino ad una stradina appartata, dove vide i loro corpi avvinghiarsi: non c’erano più dubbi ormai, Michele e Mariangela erano amanti.

Alessandra decise che fare la brava ragazza non aveva portato a nulla, anzi, aveva ricevuto solo delusioni e tradimenti. Decise quindi di togliersi la maschera da angioletto, e di trasformarsi in un diavoletto perfido e vendicativo. Si complimentò con se stessa per la foto che aveva fatto al messaggio, così avrebbe per prima cosa sputtanato la sua cara amica Mariangela con un bell’sms al fidanzato Guido. Soprattutto però c’era da punire Michele, quello stronzo che le impediva di mettersi vestiti scollati, che le aveva fatto perdere tutte le amiche e che per giunta l’aveva tradita con la sua migliore amica. Pensò così alla vendetta più perfida, diabolica e atroce: sarebbe andata in discoteca, vestita come una troia ed avrebbero preso tre cazzi di tre fortunati, considerando che tre era il numero perfetto di Mariangela e di Michele. Quella domenica Alessandra disse a Michele che aveva dei decimi di febbre e preferiva restare a casa. In realtà stava organizzando la grande vendetta. Si preparò come non aveva mai fatto prima, tirando fuori tutti quei vestiti che non indossava da tantissimo tempo. Scarpe con tacchi bianchi, una mini gonna attillata bianca, un top rosa così stretto da mettere in evidenza la sua terza abbondante, i suoi bei capelli neri sciolti sulle spalle, brillantini su tutto il corpo ed una giacchetta bianca sopra.

Era decisa a portare a termine la sua vendetta, così si scattò una foto allo specchio, e poco prima di entrare nella discoteca la mandò al fidanzato: “Ciao amore, sto andando a divertirmi. Lo so che non vuoi che vesta così scollata e che esca da sola, ma considerando che tu ti stai scopando la mia migliore amica penso che un piccolo strappo alla regola si può fare. Ti aggiornerò dopo sulla mia serata. Baci baci…”. Era soddisfatta e rideva malignamente, ma la vendetta era solo a metà dell’opera. Dopo infatti inviò a Guido la foto del messaggio di Mariangela scrivendo: “Ciao Guido, mi dispiace dirtelo ma siamo entrambi cornuti. Questo è il messaggio che la nostra cara Mariangela ha mandato al mio ragazzo. Io sono in discoteca a divertirmi per fargliela pagare, ora che lo sai puoi decidere tu cosa fare. Ciao”.

Al bar iniziò a bere un paio di cocktail buttandoli giù in pochi secondi, quando decise che era giunto il momento di lanciarsi nella pista da ballo. Finalmente poteva esibire tutta la sua femminilità, si era liberata di quella ossessiva gelosia di Michele, e poteva guardare finalmente tutti i ragazzi che la scrutavano allupati desiderando il suo corpo. Aveva delle curve notevoli, inoltre vestita così difficilmente sarebbe passata inosservata. Dopo pochi minuti c’era un drappello di ragazzi che ballava intorno a lei, stordita dai fumi dell’alcol e dalle luci stroboscopiche della discoteca. Sentiva i loro corpi strusciarsi su di lei, e non faceva nulla per allontanarli. Diede un’occhiata al telefonino, pieno di messaggi e di telefonate di Michele, ma lo ignorò soddisfatta della sua vendetta, voleva che lui soffrisse come aveva sofferto lei. Quel gruppetto di ragazzi era sempre più numeroso intorno a lei, decise che era il momento di continuare il piano. Scelse quello più carino e gli disse nell’orecchio prendendolo per mano: “Seguimi”. In un lampo erano in bagno, si baciavano ed il ragazzo infilava le sue mani praticamente ovunque. Alessandra si lasciava toccare senza opporre resistenza, sfilando rapidamente il pantalone del ragazzo, da cui uscì un bel cazzo doppio e già completamente in erezione. Si inginocchiò e iniziò a succhiare con avidità, sentiva quel cazzo in bocca e godeva pensando al dolore che stava infliggendo a Michele, così bacchettone, geloso e soprattutto falso. Tirò dalla tasca il telefonino e fece una foto al cazzo del ragazzo che stava succhiando, facendo attenzione che il suo tatuaggio sul polso fosse ben visibile in modo da attestarne la veridicità. Dopo pochi minuti il piacere del ragazzo esplose nella sua bocca, che ingoiò tutto senza batter ciglio. Mandò subito la foto a Michele con la didascalia: “E uno…”.

Era giunto il momento di cercare il secondo cazzo, e disinibita e svestita com’era non sarebbe stato complicato. Si fermò al bar, dove un uomo piuttosto adulto, sui 40 anni circa, la vide e le offrì da bere. Lei ordinò e buttò giù il cocktail in pochi minuti, poi volle andare fuori a prendere un po’ di aria fresca. Uscirono nel parcheggio e Alessandra disse che gli avrebbe risparmiato la fatica di flirtare, chiedendo di andare in macchina. Lui incredulo acconsentì subito, così Alessandra si ritrovò nel giro di mezz’ora a succhiare il suo secondo cazzo. Rispetto all’altro ragazzo era più lungo ma meno grosso, lo prese fino in gola succhiando con rinnovata avidità, mentre l’uomo spingeva violentemente la sua testa su e giù. Lei fece la solita foto, ed alla domanda dell’uomo spiegò che doveva fargliela pagare al suo ragazzo. Bastarono pochi minuti per farlo venire, e lei riassaporò quel gusto leggermente amarognolo del secondo cazzo. Inviò la foto a Michele con la scritta: “E due…”

Rientrò nella discoteca, ordinò un altro cocktail e si distese esausta, stanca ed ubriaca con le gambe aperte su un divanetto appartato, ma doveva completare l’opera. L’occasione si presentò subito, al suo fianco c’era un ragazzo ancora più ubriaco di lei che la fissava e biascicava delle parole incomprensibili. Lei senza dire nulla gli abbassò la cerniera, gli tirò il cazzo fuori e lo segò. Dovette faticare un po’ perché il ragazzo era così ubriaco che quasi non si alzava, ma riuscì nella sua opera facendosi sborrare sulla mano per la foto di rito. Inviò la terza e ultima foto a Michele: “E tre! Come il numero perfetto tuo e di quella troia di Mariangela. La vendetta caro mio è un piatto che non va servito freddo, ma caldo come la sborra di questi tre ragazzi. Addio!!”


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