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sesso via web cam

Puttana 2.0

Cristina aveva saputo di quel lavoro da Emma. Ormai ne aveva provate tante di cose, ma non era riuscita a tenersi nessun posto. La maledetta crisi aveva dato un colpo di scure a tutti quei lavoretti che puoi fare anche se studi, e poi, diciamocelo, a lei la bella vita piaceva, come quella che faceva quando stava con Mario. Mario era già laureato, aveva un suo studio condiviso col fratello e tanti soldi a disposizione. E Cristina aveva fatto tredici nel fidanzarsi con lui. Ragazzo di buona famiglia, impegnato, di saldi valori morali, ricco, carino, sportivo, insomma, il classico ragazzo che tutte le mamme vorrebbero come genero. E i buoni propositi non mancavano. Peccato però che quando restavano tra di loro, nella loro intimità, Mario fosse piuttosto problematico. Era uno di quei ragazzi che non riescono ad avere un’erezione al momento giusto, e alla lunga Cristina aveva iniziato a patire di questa situazione. Se all’inizio aveva pensato che forse si trattava solo di una cosa passeggera, poi col tempo aveva compreso che non sarebbero mai più usciti dal quel momento di impasse. Mario aveva dei problemi seri e non sarebbe stato facile risolverli da soli e lei non aveva, forse, nemmeno troppa voglia di farlo Aveva vent’anni e tutta una vita davanti, e una trombata del resto è sempre una trombata, anche se ti regala le borse di Prada non puoi vivere sempre di leccate e ditalini e vibratori.

E così l’aveva lasciato, con grande disappunto della sua famiglia che aveva fatto non poche pressioni per convincerla a restare con lui. Ma non ci fu nulla da fare, Cristina voleva vivere la sua vita secondo i suoi canoni, non secondo quelli degli altri. Era molto caparbia, cosa buona e giusta a seconda del frangente in cui applichi quest’attitudine. Meno buona se significa incaponirsi, e talvolta accadeva.

E così Cristina era andata via di casa, una stanza in affitto a Bologna e un budget decisamente contenuto che non le permetteva di fare la vita di prima: niente borsette Prada o scarpe Louboutin, ma vuoi mettere con aver trovato il bel cazzo dritto e duro di Mirko? Era così che era andata. Aveva conosciuto Mirko alla prima lezione di arte drammatica. Spalle larghe, capelli lunghi, fermati in modo ordinato da una coda. Abbigliamento casual, ma nulla era lasciato al caso, anzi, ogni dettaglio era stato studiato con cura. E questo a Cristina piaceva molto.  Era stato da prima un gioco di sguardi, poi un caffè al bar dell’università, poi un numero di wathsapp e tanti messaggini. Infine un letto caldo, quello di Cristina, con lenzuola disegnate e colori sgargianti. Le aveva preso i seni con tutte e due le mani e vi aveva sprofondato la faccia dentro, mugolando di piacere. Mirko aveva un bel fisico, ma senza muscoli particolarmente pronunciati. Con i capelli biondi sciolti sembrava un cavaliere di altri tempi. La prima cosa di cui Cristina aveva voluto accertarsi era stata l’erezione del suo pene. E Mirko non l’aveva delusa. Aveva un bel cazzo duro e grosso, e finalmente si tromba! Aveva pensato. Ma non subito, perché a Mirko piacevano i preliminari. Aveva giocato col clitoride di Cristina fino quasi a farla venire, le aveva infilato le dita nella vagina cercando il favoloso punto G, e succhiato i seni. Lei aveva ricambiato con un pompino intenso, alternando labbra e lingua. Era arrivato il momento. Mirko non la deluse. Il suo pene rigido entrò senza difficoltà, ma lentamente, per farla godere di più. Poi rimase fermo, tanto per godersi la situazione, e poi via, una danza ritmica mentre con una mano teneva il viso di Cristina e lo baciava con appetito. Era stata una trombata di quelle che non si dimenticano. Cristina era venuta urlando come una cagna.

Ma se dal punto di vista del sesso tutto era perfetto, da quello economico Cristina risentiva della mancanza di fondi. Aveva provato a lavorare in un bar, in un ristorante e anche in un negozio di alimentari, ma pagavano troppo poco e le ore da fare erano incompatibili con lo studio. E fu una sera di quel freddo gennaio che Emma, sua amica storica, davanti a un marocchino fumante, le diede la soluzione. – Lo faccio da due anni ormai, si guadagna davvero bene, provaci almeno, tanto che te frega. – Era stato proprio quel “che te frega” ad aprirle la mente. Già, infondo che le fregava? Chi mai l’avrebbe riconosciuta? Emma le diede tutte le informazioni che le servivano e Cristina poté iniziare subito a fare il suo nuovo lavoro.

La prima volta il casino era stato nell’organizzare la stanza con le luci giuste e l’inquadratura migliore. Era arrivata la prima connessione. Un uomo sulla cinquantina, dall’aspetto trasandato (di quelli che lei odiava guarda un po’ che culo!) e sicuramente non ben profumato. L’uomo aveva una voce fastidiosa. Le disse di spogliarsi. Lei aveva il volto coperto da una mascherina e una parrucca da manga viola. Sembrava una liceale. Obbediente si sbottonò la camicia e si prese i capezzoli tra le dita mentre fissava la web cam. Dall’altra parte l’uomo si era levato il cazzo dai pantaloni e si masturbava con flemma. Cristina si tolse anche la gonna, si girò di schiena e fece scivolare il perizoma lungo le gambe. L’uomo stringeva il pene e muoveva la mano con maggiore velocità, ansimando e biascicando qualche parola incomprensibile. Cristina amava provocare. – Ti vedo, e penso che sei qui, vicino a me, che mi lecchi la fica. – L’uomo si stava eccitando pesantemente. – Adesso io ti succhio il cazzo, e humm… com’è duro… oh oh! – Si infilò le dita nella vagina e simulò un orgasmo. L’uomo venne veramente. Cristina poté vedere chiaramente gli schizzi di sperma perfino sulla web cam. Che schifo, pensava. Eppure era un lavoro. E si guadagnava bene.

Cristina lavorava tramite un’agenzia, loro le passavano i contatti e si prendevano una piccola percentuale sui guadagni. Lavorava bene, poteva arrivare a fare anche tre collegamenti al giorno e allora erano bei soldoni. Non le mancavano più gli accessori di marca e la serata in ristoranti di un certo livello. Dal canto suo Mirko non si poneva troppe domande perché sapeva che la famiglia di Cristina era benestante e chissà, magari si erano riavvicinati e le passavano una mensilità più cospicua rispetto a prima. Mai avrebbe pensato che la sua ragazza potesse fare la puttana 2.0.

Perché era esattamente questo quello che Cristina faceva, la puttana online. Certo, non c’era nessun contatto carnale con i clienti, non si toccavano, ma si scopavano virtualmente. E questo sesso sul web non era un vero e proprio tradimento, ma tecnicamente era come se lo fosse, insomma, tu hai una ragazza che credi casta e pia e poi scopri che fa cyber tombate con estranei, non è il massimo. E Cristina non voleva di certo che Mirko lo venisse a sapere, anche perché forse non avere capito le sue necessità e forse l’avrebbe anche lasciata, e lei, pur facendo fatica a pronunciare certe parole, di Mirko si stava davvero innamorando.

Quella sera aveva un collegamento alle 18. Mirko era a casa con la febbre e non sarebbe potuto andare a trovarla. – Vengo io da te dopo cena. – Aveva detto Cristina al telefono. Finita la lezione di sociologia corse a casa, erano le 18 meno venti, giusto il tempo di arrivare, spogliarsi e infilarsi qualcosa di seducente al posto delle mutandine di lycra. In perfetto orario arrivò la chiamata. Cristina si collegò e lasciò accesa solo una lampada e due candele. Voleva creare l’atmosfera giusta. Questa volta dall’altra parte dello schermo c’era un giovane sui 25 anni. Era nascosto, in penombra, il volto non si vedeva bene, ma aveva un supercazzo spaziale. “Caspita” pensò Cristina, ben dotato il giovane!” Il ragazzo le disse con voce sicura che l’avrebbe fatta godere. Cristina sorrise. Il timbro della voce la metteva a suo agio, sebbene l’audio non fosse perfetto. Si sentiva qualche rumore di sottofondo per cui non si poteva percepire in modo nitido.

Cristina iniziò col solito copione. Si slacciò il reggiseno, giocherellò con i capezzoli, e a quel punto l’uomo le disse di fermarsi. Sullo schermo comparve una donna. Si sedette in grembo all’uomo e i due iniziarono a toccarsi. – Vedi cosa faccio a lei? Pensa che lo stia facendo a te. – Disse il giovane. Questo giochino era nuovo e Cristina era divertita. – Leccami i capezzoli adesso. – L’uomo leccò i capezzoli della donna che stava con lui, mite e consenziente. – Ah, godo, ancora, ancora. – Aggiunse Cristina. – Ora baciami la fica, succhiamela. – E ancora l’uomo prese la donna che era con lui e le leccò la figa con gusto. – Adesso scopami. – Disse Cristina.  L’uomo fece sedere la donna su di lui e iniziò a scoparla. Nel trambusto del movimento la donna sciolse i capelli del partner. Una chioma bionda si aprì sulle spalle del giovane.

Il cuore di Cristina si fermò per qualche secondo. Si avvicinò allo schermo e guardò meglio i due intenti a scopare. Quel ragazzo era proprio Mirko! Il suo Mirko, e stava scopando un’altra! In quell’istante le venne voglia di vomitare, ma non poteva farsi scoprire. Cercò di mantenere la calma. Alla fine della scopata, Mirko fissò la web cam e disse -Vedi Cristina, non è piacevole. – Il collegamento fu chiuso.


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