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rapporto sessuale tra donne

Siam tre piccole porcellin…

Io, Paola e Valentina siamo sempre state tre amiche affiatatissime e molto unite. Ai tempi della scuola ci vedevamo spesso nel pomeriggio per studiare, anche se a dire il vero combinavamo poco perché pensavamo solo a fare casino.

Dopo la scuola le nostre strade inevitabilmente si sono divise: io iniziai a lavorare come segretaria in uno studio medico, Paola trovò lavoro come centralinista e Valentina si iscrisse all’università. Come rimpiangevamo i periodi della scuola! Di tempo per vederci ce n’erano poco, inoltre a tempi alterni eravamo fidanzate e quindi era complicato trovare un giorno in cui tutte e tre eravamo libere. Però ci sentivamo spesso per messaggio e naturalmente avevamo e abbiamo ancora il nostro gruppo Whatsapp. Avevamo poco più di vent’anni, eravamo solari, briose e ci piaceva la vita, quindi appena potevamo ci incontravamo per passare una spensierata serata tra amiche.

Paola era la più esuberante del gruppo, non solo per la sua quinta esplosiva ma soprattutto perché era una ragazza molto estroversa, simpatica, ci faceva sempre ridere ed era incredibilmente sfacciata. Valentina era invece più la tipa casa e chiesa, molto timida, con due tettine piccole e con un carattere molto timido e riservato. E poi c’ero io, che rappresentavo una via di mezzo. Non ero estroversa come Paola ma neanche timida come Valentina, fisicamente facevo la mia bella figura con una bella terza di tette. Anche da un punto di vista cromatico eravamo perfettamente assortite: Paola era rossa, Valentina mora ed io bionda.

Dopo tanto tempo finalmente riuscimmo ad organizzare una serata tra amiche. Il mio fidanzato era fuori per alcuni giorni per lavoro, Valentina aveva dato un bel po’ di esami e Paola nel weekend era libera. Avevo una casetta in campagna, quindi proposi alle mie amiche di sempre di organizzare un bel pigiama party, finalmente potevamo ridere e divertirci come non facevamo da tempo. Poiché era una grande occasione andammo insieme a fare la spesa, io e Paola comprammo un sacco di bottiglie di vodka, birra e  spumante perché era giusto festeggiare quel grande evento. Ovviamente Valentina brontolò, disse che non c’era bisogno di tutto quell’alcol, ma noi dopo averla preso in giro per il suo atteggiamento da suora continuammo a saccheggiare il reparto degli alcolici, insieme a qualche spuntino da sgranocchiare. Il grande giorno arrivò, montammo sulla mia macchina e ci avviamo verso la casetta in campagna cantando a squarciagola le canzoni di Vasco Rossi.

Una volta arrivate accendemmo il camino per rendere l’atmosfera più intima, e ci disponemmo in cerchio sul grosso tappeto che c’era nel salotto. Ci infilammo subito i nostri pigiamini. Ci raccontammo le nostre storie, le nostre avventure, le nostre speranze future, ricordando tutti gli aneddoti che ci erano capitati a scuola prendendo in giro i professori. Tanto per gradire Paola, quella che prendeva sempre le situazioni in mano, prese tre bicchieri e versò un bel po’ di spumante ad ognuna di noi. Brindammo alla nostra amicizia ed a quel fantastico weekend tra amiche. Dopo pochi minuti riempì nuovamente i bicchieri, e facemmo un altro brindisi. Nel giro di mezz’ora buttammo giù qualcosa come 3-4 bicchieri di spumante, e già iniziavamo ad essere piuttosto brille. Dopo aver parlato per un’oretta tra una birra e l’altra Valentina disse che era stanca per il viaggio, e voleva andare a dormire. Non era neanche mezzanotte e lei già era mezza assonnata, complice anche l’alcol, ma io e Paola la costringemmo a restare poiché la notte era ancora lunga.

Per ravvivare un po’ il nostro pigiama party Paola propose il gioco “obbligo o verità”, che ai tempi della scuola era il modo migliore per baciare i ragazzi più carini. Paola si divertiva molto a questo gioco, e una volta mi costrinse a baciare un ragazzo davvero brutto. La odiai ma le volevo bene, e quindi le perdonai quel brutto giochetto che mi aveva tirato. Valentina un po’ riluttante decise di giocare, e per farla sciogliere un altro po’ Paola aprì anche la bottiglia di vodka. Iniziammo il gioco e all’inizio tutte sceglievamo verità, raccontando i giochini erotici che facevamo con i nostri fidanzati ed ex, le nostre fantasie segrete e tante altre piccole porcate che avremmo voluto fare. L’atmosfera, sia per i discorsi, sia per l’alcol, sia per il fuoco del camino si faceva sempre più calda, quindi Paola decise che, come obbligo, dovevamo toglierci la parte di sopra del pigiama. Nel fare ciò ci diede ancora un altro bicchiere di vodka. A me iniziava a girare la testa, e credo che anche Paola e Valentina fossero abbastanza ubriache. Il gioco continuò, e spinta da Paola anche io iniziai a scegliere come “obbligo” cose sempre più spinte. Paola ci disse che io e Valentina dovevamo baciarci sulle labbra con un bacio a stampo. Valentina, anche se piuttosto ubriaca, da brava santarellina non voleva, ma dopo le insistenze di Paola accettò. Poi ci baciammo io e Paola, e dopo anche Paola e Valentina. Ci sembrava una cosa naturale, stavamo solo passando una serata tra amiche con qualche innocente giochino un po’ spinto. Dopo un po’ però le cose ci sfuggirono completamente di mano. Guardai le 2 bottiglie di vodka che, insieme a quella dello spumante e decine di birre, erano completamente vuote. Avevo lo sguardo annebbiato e sentivo il corpo debole, non sapevo esattamente cosa stavo facendo e credo neanche Paola e Valentina.

Paola sembrava sempre più eccitata da quei giochetti, infatti iniziammo a fare cose sempre più spinte, come slacciarci il reggiseno, baciarci con la lingua, leccarci sul collo e sulle tette. Eravamo rimaste tutte e tre solo con gli slip, quando ad un certo punto Paola ordinò a Valentina di mordermi l’interno cosce. Anche se quasi del tutto ubriaca Valentina si rifiutò e disse con la voce visibilmente alterate dall’alcol: “Ora basta ragazze, stiamo esagerando. Siamo ubriache e non ci rendiamo conto di quello che stiamo facendo”. Quindi Paola disse: “Hai ragione, siamo ubriache e non ci rendiamo conto di quello che stiamo facendo. È proprio questo il bello, io sinceramente mi sto divertendo. Se non vuoi farlo tu lo faccio io”. Si avvicinò a me e mi sfilò gli slip, non opposi resistenza sia perché non avevo le forze ed ero completamente stordita, sia perché Paola ha sempre avuto un grande potere su di me. Però quando iniziò a mordermi tra le cosce mi piaceva, e mi piaceva ancora di più quando con la bocca si avvicinò alla mia fighetta misteriosamente eccitata. La cosa sembrava piacere anche a Paola che, rotti gli indugi, iniziò e leccarmi la figa con delle spennellate lunghe e decise con la lingua. Valentina ci guardava esterrefatta, ma io stavo godendo e non mi importava del resto. Le dissi: “Sì, Paola, così brava continua mi stai facendo godere, dai leccami la figa, così dai”. Le parole mi uscivano di bocca quasi da sole, non sapevo che dicevo ma in quel momento mi piaceva davvero tanto farmi leccare la figa dalla mia amica Paola. Dopo un po’ Paola mi disse: “Facciamo un 69, salgo su di te lecchiamoci la figa a vicenda”. E così facemmo! Mi stesi e la feci salire su di me, quando la mia lingua esplorò la figa rossa di Paola provai una sensazione strana ma piacevole, e dopo l’esitazione iniziale cominciai a leccargliela con grande gusto mentre lei dall’altra parte faceva la stessa cosa.

Ad un certo punto Paola si girò verso Valentina sempre più allucinata e disse: “Io e Annamaria ci stiamo divertendo tanto, non vuoi partecipare? Se non vuoi giocare con noi almeno accarezzati la figa, dai, magari ti piace”. Lei non disse una parola e noi continuammo a contorcerci davanti al camino con le rispettive lingue nelle fighe. Mentre godevamo sentimmo un’altra voce che gemeva, ci girammo ed anche Valentina, completamente sopraffatta dall’alcol, si stava sgrillettando la figa con due dita. “Finalmente”- disse Paola- “vieni, unisciti a noi”. Ci unimmo in un saffico abbraccio, mentre ci baciavamo tutte e tre insieme, le nostre lingue creavano un vortice forsennato mentre le rispettive mani toccavano i corpi ovunque. Passavo dal culo bombastico e dalle tette enormi di Paola, al culetto piccolino e alle tettine di Valentina, e la mia eccitazione cresceva sempre di più. Sentivo sulle mie tette le mani di Valentina, poi la bocca di Paola, a turno mi penetravano la figa con le dita ed io facevo lo stesso con loro.

Dopo quell’incredibile groviglio tra i nostri corpi caldi e sudati Paola ci disse di stenderci tutte e tre disponendoci a triangolo. Non so neanche come, ma mi ritrovai a leccare la figa di Valentina, che leccava la figa di Paola che a sua volta leccava la mia figa. Continuammo per diverso tempo in quel lesbico intreccio di corpi, ubriache, eccitate e scatenate. Venimmo tutte e tre quasi contemporaneamente, quando il sonno sopraggiunse e ci addormentammo sul tappeto davanti al camino completamente nude. Mi risvegliai che era quasi mezzogiorno, con un forte mal di testa, distese al mio fianco c’erano ancora Paola e Valentina che dormivano nude. Di colpo mi venne in mente la follia che avevamo fatto quella notte. Inizialmente fui terrorizzata e spaventata da quello che avevamo fatto, ma guardando le tettone di Paola e la bella bocca piccola ma carnosa di Valentina, provai subito un intenso fremito, e mi assalì immediatamente una voglia folle ed incontrollata di scopare di nuovo le mie migliori amiche…


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