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Trans che cambio la mia vita

Il trans che riempì il buco nella mia vita

Al traguardo dei 50 anni potevo considerarmi un uomo soddisfatto e felice di quello che ero riuscito a realizzare nella mia vita. Venivo da una umile famiglia di operai, non eravamo ricchi ma neanche poveri, ci facevamo bastare quello che avevamo.

Volevo bene a mio padre, tuttavia quando lo vedevo tornare ogni sera dalla fabbrica stanco, sporco ed affamato per uno stipendio piuttosto basso giurai che non avrei mai fatto la sua fine: sarei stato io il padrone della mia vita. Finita la scuola iniziai a fare dei lavoretti saltuari, ero appassionato di tecnologia ed avviai una piccola azienda per la distribuzione di prodotti di elettronica. Sono cresciuto sempre di più, la mia azienda si è espansa notevolmente ed oggi sono uno dei principali fornitori di prodotti elettronici per importanti società nazionali ed internazionali. A 30 anni avevo sposato Giada, che mi aveva dato un figlio, Andrea. Con la mia azienda cresceva anche il mio conto in banca, ed ho iniziato a togliermi tutti quegli sfizi che da ragazzino non potevo permettermi. Un’auto nuova, una moto, una nuova casa, viaggi ogni weekend: la mia vita andava a gonfie vele.

Tra tanti piaceri non posso negare che uno dei miei principali vizi è la figa… Mi piaceva tanto la figa, e anche se mia moglie era una bella donna che mi soddisfaceva in tutto e per tutto a letto, ogni tanto mi concedevo la compagnia di qualche bella escort o di disinibite signorine. Condividevo questo vizio col mio migliore amico, Luca, che conoscevo sin da ragazzino. Anche lui era ricco e benestante, ma fu più fortunato di me, in quanto ereditò da suo padre un’azienda edile di famiglia molto nota nella zona. Essendo molto ricchi eravamo sempre circondati da tante belle fighe, che ci scambiavano a turno. Bastava farle qualche regalino, e loro aprivano le gambe e ti facevano qualsiasi cosa si possa immaginare a letto. Io e Luca spesso andavamo anche a fare gite in barca con le rispettive famiglie, e quando avevamo 10 minuti liberi ci raccontavamo delle fighe e delle escort che ci eravamo fatti, dandoci dritte e consigli reciproci sulle “specialità” di ognuna di loro. Nonostante tutto però inizia a sentire un vuoto dentro di me, e non sapevo neanche come spiegarmelo. Avevo tutto: soldi, successo, potere, una bella famiglia e tante fighe, eppure a volte ero preso da una profonda malinconia, mi sentivo insoddisfatto, come se mi mancasse qualcosa.

Un giorno, mentre io e Luca stavamo giocando una partita a golf, decisi di confidarmi con lui. Gli raccontai che avevo ottenuto tutto quello che volevo partendo da zero, avevo costruito un impero industriale, potevo sfoggiare una bella moglie ed un figlio in gamba, potevo avere tutte le gnocche che volevo ad ogni schiocco di dita ma…a volte venivo assalito da uno strano stato d’animo, come se mi mancasse qualcosa. Parlai per circa mezz’ora tra un tiro e l’altro, Luca era stato in silenzio e mi aveva ascoltato per tutto il tempo. Arrivati all’ultima buca Luca si fermò, mi guardò e mi disse: “Giampaolo, ho ascoltato con molta attenzione tutto quello che mi hai detto. Ti capisco, ti capisco perfettamente perché a me è capitata la stessa cosa”. Esitò per un secondo e poi mi disse: “Anche io ho denaro, potere, una bella famiglia e tutte le ragazze che voglio, ma fino a qualche anno fa ero internamente infelice. Forse mi prenderai per pazzo, ma ti confido un mio segreto: io vado con i trans, e da allora finalmente sono riuscito a cacciare via questo malessere”. Lo guardai e mi partì una risata nervosa, poi gli dissi: “Ma dai Luca, ma che dici? Ti parlo di una sorta di depressione e tu mi dici di andare a trans? A me piace la figa!”. Lui era molto serio, quindi riprese: “Lo so che a te piace la figa, anche a me piace la figa, non ti sto chiedendo di cambiare le tue abitudini sessuali. Ti sto facendo un discorso diverso, più intimo. Noi siamo uomini di potere, siamo abituati a comandare, non facciamo altro dalla mattina alla sera, sia a casa che in azienda. Tutti si sottomettono a noi, ma è proprio questo il problema. Questa necessità di dover sempre comandare, di prendere sempre le decisioni importanti, di essere sempre attivi ci porta ad uno stress che rischia di trasformarsi in un esaurimento nervoso. Ecco, attivi, è la parola giusta. Anche a letto è sempre l’uomo che deve condurre il gioco, ma perché invece qualche volta non ci fermiamo e diventiamo passivi? Lasciamo che il gioco lo conducano gli altri. Io ho trovato un mio equilibrio con i trans, a letto con loro posso finalmente rilassarmi. Ogni tanto abbiamo bisogno di essere sottomessi, di essere soggiogati, di essere comandati, di perdere il controllo per poi riassaporare il gusto di riprendere la nostra vita in mano quando torniamo in sella. Hai capito che intendo?”.


Il discorso di Luca era stato davvero convincente, soprattutto avevo colto nel segno. Pur non essendo psicologo, aveva psicanalizzato perfettamente il suo stato d’animo, e forse anche il mio. Quando comandi per tanti anni diventi stressato, hai voglia di rilassarti lasciando che siano altri a decidere. Il discorso di Luca mi mandò in confusione, ed ero sempre più stressato tra appuntamenti, incontri, riunioni di lavoro, ecc. Neanche i viaggi con la mia famiglia e le fighe che mi facevo riuscivano a riempire quel buco che cresceva ogni giorno, trascinandomi in un abisso senza fine. Ero esasperato, e decisi quindi di seguire il consiglio di Luca. Lo chiamai, e gli dissi che volevo provare questa nuova esperienza sessuale. Lui si complimentò per la decisione, disse che non me ne sarei pentito, anche se non ero del tutto convinto. Quando ci vedemmo mi diede il numero di Samantha, un trans brasiliano di cui aveva approfondito la conoscenza molte volte. “Già sa tutto– mi disse- le ho raccontato la tua storia. Chiamala, vedrai che dopo sarai un uomo nuovo”.

A dire il vero ero ancora pieno di dubbi, ma volevo almeno provare a dare una svolta alla mia vita. La chiamai ed organizzammo un appuntamento stesso quella sera. Arrivai a casa sua in un quartiere molto elegante. Quando mi aprì la porta rimasi affascinato dal mobilio di classe che circondava la casa. Lei aveva lunghi capelli neri e lisci, Indossava un vestitino verde attillato, molto corto e scollato all’altezza del seno, con un trucco molto marcato, due belle tettone prorompenti, un bel culo ed un paio di scarpe con tacchi molto alti. Nulla avrebbe fatto immaginare che in realtà era un trans, aveva dei tratti molto delicati, anche se guardandola bene aveva zigomi abbastanza sporgenti ed un mento importante. Mi offrì qualcosa da bere, magari bevendo si potevano schiarire le idee. Si sedette sul divano vicino a me, e mi disse che Luca le aveva raccontato tutta la mia storia. Mi disse quindi di rilassarmi, che avrebbe fatto tutto lei, io dovevo solo chiudere gli occhi e non pensare a nulla. Così feci, e reclinando il capo all’indietro sentivo le sue mani che mi accarezzavano il cazzo da sopra i pantaloni. Me li abbassò e tirò fuori il cazzo che era ancora abbastanza moscio poiché non mi ero sciolto del tutto. Samantha si inginocchiò e lo prese in bocca, succhiava divinamente, allora è proprio vera la storia che i maschi te lo succhiano meglio perché sanno che cosa vuoi. Faceva dei giochini davvero interessanti con la lingua, poi ad un certo punto si alzò e lasciò scivolare il vestitino, mostrandomi le tette ed il cazzo che penzolava in mezzo alle sue gambe. Era la prima volta che vidi un trans nudo, e la cosa un po’ mi spaventò. Lo prese in mano, lo avvicinò alla mia bocca e col suo dolce accento brasiliano


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